Petizione per la liberazione di Laura segretaria della CGT - Barcellona

Questi i link per firmare.

http://laurallibertat.wordpress.com/llista-dadhesions-lista-de-adhesiones/

http://actuable.es/peticiones/libertad-laura-g-y-todos-pres-s-del-29m

http://www.cgtbarcelona.org/

www.cgtcatalunya.cat

Carcere per la Segretaria d'Organizzazione della CGT-Barcellona

Felip Puig (responsabile del Ministero dell'Interno) aumenta i suoi ostaggi
Oggi, mercoledi 25 aprile, la Gip di Barcellona ha decretato carcere preventiva senza possibilità di cauzione per la Secretaria d'Organizzazione della CGT-Barcellona, accusata d'incendio e derivanti danni, coercizione, disordine pubblica e delitti contro i diritti fondamentali.

La CGT ritiene che ci sono pressioni politiche in corso, sia sulla Corte che sul procuratore, dal momento che una persona con la fedina penale pulita, con dimora fissa, lavoro fisso, e una figlia che vive con lei, viene considerata da parte dell'accusa a rischio di fuga e recidiva prima ancora di essere processata e condannata. Questi standards non si applicano ai banchieri o ai politici indagati per corruzione, che vengono abitualmente rilasciati. Dobbiamo davvero mettere in discussione la cosiddetta "indipendenza della magistratura" insieme agli altri poteri in questo cosiddetto "stato di diritto".

La CGT crede che non ci sia alcuna ragione per giustificare l'arresto, né tanto meno la sua carcerazione, che è un chiaro abuso di potere e violazione del diritto di non essere privato della libertà.

Non c'era bisogno di un circo mediatico come quello montato da parte della polizia catalana, che avevano bisogno di provare a dare l'esempio, arrestando e reprimendo persone e organizzazioni che protestano e mettono in discussione il sistema senza essere canalizzati attraverso "agenti sociali autorizzati e addestrati".

Gli affiliati e le affiliate della CGT agiscono a viso scoperto, non nascondiamo le nostre azioni, che riteniamo eque e senza pericolo per l'integrità di nessuno. Escludiamo quindi che la polizia catalana abbia molte ricerche da fare per sapere cosa facciamo o non facciamo.

La CGT chiede a quando un procuratore speciale per indagare i banchieri, i politici corrotti e gli imprenditori che hanno creato una crisi che sta spingendo milioni di persone verso l'esclusione sociale e la povertà? A quando un sito web con tutte le immagini di quei criminali dai colletti bianchi che sono trattati come signori da parte delle autorità? A quando un sito web con le foto dei poliziotti che hanno martoriato i cittadini con proiettili di gomma e colpi di manganelli? Sig. Puig, questa è la violenza e Lei l'ha sempre giustificato.

Crediamo che questa incarcerazione sia una vendetta da parte della Generalitat e del suo corpo armato. Non hanno potuto digerire il fatto che nel mattino del giorno dello Sciopero Generale, la CGT con altre organizzazioni ha riunito oltre 15.000 persone in marcia per il centro della città, e dopo mezzogiorno oltre 50.000. L'obiettivo è di provocare la paura tra i cittadini, perché essi non si mobilitino e perché accettino le politiche economiche in silenzio, ed è per questo motivo che voi avete bisogno di creare un'immagine di violenza totalmente fabbricata.

La CGT - che sia chiaro - continuerà a scendere in piazza e a manifestare, come fecero i nostri antenati, per difendere la libertà e una società più giusta. la CGT continuerà a battersi contro l'ingiustizia; non vi permetteremo di ristabilire le condizioni di lavoro del XIX secolo come vogliono i banchieri e i politici.

Basta con la repressione!

Libertà immediata per Laura!

Carlos Navarro

Barcellone, CGT-Premsa

25 aprile 2012

CGT - Confederación General del Trabajo
Traduzione a cura di FdCA-Ufficio relazioni internazionali






SOLIDARIETA' PROLETARIA



CONTRO L’ARROGANZA DEI PADRONI
“RESISTENZA PROLETARIA”

I militanti Comunisti Anarchici della sezione “ Delo Truda” FdCA Palermo, esprimono tutta la loro solidarietà militante ai lavoratori in lotta del CNT di Trapani, sgomberati dalle forze del “disordine” intervenuti, stamane in forza e in assetto antisommossa, contro il presidio operaio davanti il CNT di Trapani.


Sez “ Delo Truda” FdCA Palermo

Comunicato di CGT – CNT – SO dopo lo sciopero generale del 29 marzo


Le organizzazioni sindacali Confederación General del Trabajo (CGT), Confederación nacional del Trabajo (CNT) e Solidaridad Obrera (SO), che hanno convocato lo sciopero generale del 29 Marzo, valutano molto positivamente il livello di adesione e di partecipazione nelle mobilitazioni durante la giornata di sciopero.Nonostante le intimidazioni e le minacce che molte imprese hanno messo in atto per impedire la partecipazione allo sciopero, nonostante la campagna mediatica sfavorevole, nonostante i tentatvi di criminalizzazione e di repressione da parte del governo, milioni di lavoratori e lavoratrici hanno dimostrato la loro opposizione alla riforma del lavoro, ai tagli sociali e ad un una politica economica che sta attaccando i diritti ed i livelli di vita della maggioranza della popolazione, affermando così la loro volontà di lotta.Un valore particolarmente importante ha avuto il grado di partecipazione ai picchetti ed alle mobilitazioni di quelle organizzazioni sindacali e di quei movimenti sociali combattivi, che si oppongono al Patto Sociale e che, di fronte agli attacchi del governo, non hanno nulla da negoziare, dato che l'unica opzione è il proseguimento e l'intensificazione della moblitazione per conseguire l'abrogazione della riforma del lavoro e di tutto il pacchetto di tagli e di leggi finanziarie anti-operaie ed antisociali che ci aggrediscono brutalmente. L'efficacia dello sciopero e delle manifestazioni contro gli attacchi del governo viene attestata dai recenti tentativi di criminalizzare e di impedire la mobilitazione e l'attivismo sociale mediante la riforma del codice penale a cui ci opponiamo frontalmente.Ora si tratta di proseguire con nuove azioni che diano continuità al 29 marzo. In questo senso, CGT, CNT e SO chiamano alla partecipazione di massa dei lavoratori e delle lavoratrici di tutte le categorie alle mobilitazioni che convocheremo per il Primo Maggio, una giornata che deve dar continuità alla dinamica di lotta messa in moto dallo sciopero generale del 29 marzo.Ugualmente, apoggiamo le mobilitazioni convocate a livello mondiale e nello Stato Spagnolo per le giornate del 12 maggio e 15 maggio. Per CGT, CNT e SO si è esaurita la dinamica della negoziazione permanente e della cessione di diritti da cui dipende il sindacalismo istituzionale. Per questa ragione, crediamo che lo sciopero del 29 marzo indichi il cammino da seguire, che non può essere altro che il confronto e la lotta contro un sistema disposto a distruggere i diritti più elementari. Per cui, noi ci impegnamo a promuovere nuove mobilitazioni, nuove giornate di lotta, a convocare un nuovo sciopero generale..., che ci diano la possibilità di accumulare le forze per conseguire i nostri obiettivi di difesa dei diritti del lavoro, dei diritti sociali, di libertà e giustizia sociale. Infine, ribadiamo che in questa lotta siamo a fianco di quelle organizzazioni sindacali di classe e di quei movimenti sociali combattivi che condividono con noi questa necessità.
Confederación General del Trabajo - CGTConfederación Nacional del Trabajo - CNTSolidaridad Obrera – SOtraduzione a cura di FdCA-Ufficio Relazioni Internazionali
Link esterno: http://www.cgt.org.es/spip.php?article2348

http://www.fdca.it/


No alla libertà di licenziare!

No alla libertà di licenziare!
Quello che si profila nei prossimi giorni non è il solito pessimo accordo sul” mercato” del lavoro, ma la pietra conclusiva posta in modo tombale sui diritti e le tutele conquistate dalle lavoratrici e dai lavoratori in decenni di lotte.
Il contenuto dei documenti, prodotti dal governo e non solo, elimina le tutele, non modifica alcunché del regime di precarietà dilagante, ma crea la libertà per le imprese di licenziare per motivi economici, eliminando la legge 223/9, svuotando l’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, confinando il tutto sulla parte discriminatoria, peraltro da dimostrare. (sic!)
Dando per scontata l’operazione mediatica di sostegno, gli esclusi da qual si voglia pratica di verifica e coinvolgimento sono proprio i lavoratori presenti e futuri, cioè i giovani.
Non crediamo che il nodo, che pure ha la sua importanza, siano le convulsioni della CGIL e del suo “misero” gruppo dirigente, il quale alla fine di scappatoie né troverà, ma la valutazione và posta sul terreno della fine della resistenza durata oltre 10 anni.
Continueranno ad esserci punti di resistenza, anche forti, da sostenere; ma si tratta di agire in una prospettiva di conquista o riconquista della contrattazione, delle agibilità sindacali, dei diritti e delle tutele collettive e individuali delle lavoratrici e dei lavoratori.
Il tutto in una realtà data: da un lato la condizione sociale delle classi subalterne e dei loro diritti: per essere chiari, vuol dire -per esempio- avere un salario adeguato, orari di lavoro definiti, ecc.!
Dall’altro, la “modifica” dell’organizzazione sindacale. Se si vuole continuare a “fare” sindacato, cioè sostenendo in modo conflittuale la posizione del lavoro, occorre avviarsi su un altro percorso, lasciandoci alle spalle schemi ormai non praticabili.
Abbiamo registrato che nel pubblico impiego a seguito delle elezioni delle RSU, tenutesi dopo anni, la pletora delle sigle presenti ha all’unisono dichiarato abbiamo vinto; nessuno ha perso!
Il sindacalismo di base, presentatosi su liste contrapposte, pare accontentarsi nel suo insieme di delegati in più: tutto qui?
Come costruire, invece un rapporto diretto con i lavoratori, come rilanciare il protagonismo, le forme della rappresentanza, anche per quei milioni che non ce l’hanno, lavoratori Fiat compresi?
I comunisti anarchici sono coscienti del percorso non breve, ma è questo il nostro terreno: esserci in prima persona, aggregare, socializzare gli strumenti di analisi e di intervento, far crescere la consapevolezza politica di una nuova stagione di lotte.
Nei prossimi giorni, tentando il punto più alto nella giornata di martedì 20 marzo, i metalmeccanici usciranno dalle aziende e faranno azioni al limite dell’ordine pubblico, la FIOM si assumerà la responsabilità, nei territori dove è alta la sua presenza, di mettere in atto questa azione provando a coinvolgere anche altre categorie.
L’azione è in continuità con lo sciopero del 9 marzo; nell’aria di avverte la consapevolezza di essere non più solo su un terreno di difesa, ma che l’azione sindacale è già sul terreno del contrasto all’eliminazione dell’insediamento sindacale stesso.
Se la CGIL, stabilito che “l’operazione”licenziamenti si farà, firmerà il tutto, non potrà cavarsela stralciando l’art. 18; gli altri non lo permetteranno, vedrà aumentare le sue contraddizioni interne e la sua subalternità anche rispetto alla “politica”di riferimento di questo misero gruppo dirigente.
Certe annunciate minacce di uscita dalla CGIL, oltre all’effetto mediatico, non produrrebbero che un indebolimento della FIOM ed un’ulteriore lesione della già sfilacciata unità dei lavoratori e delle lavoratrici, per noi comunisti anarchici bene supremo, ben oltre le sigle sindacali.
FdCA – Commissione Sindacale
19 Marzo 2012
www.fdca.it

Palestina-Israele, le lotte unitarie degli Anarchici Contro il Muro

Palestina-Israele, le lotte unitarie degli Anarchici Contro il Muro

Negli ultimi 3 giorni gli Anarchici Contro il Muro hanno partecipato a 9 manifestazioni. Beit Ummar ha ricordato l'anniversario dell'assassinio di Yousef Ikhlayl del 31 gennaio 2011. A Bil'in gli organizzatori si stanno preparando per il 7° anniversario della loro lotta incessante. A Ma'sara le manifestazioni sono giunte al loro quinto anno. Nabi Salih è stata invasa da un grande numero di soldati e di polizia di confine. Hanno sparato gas lacrimogeni e proiettili di gomma per ore. Ni'lin ha tenuto una grande e motivata manifestazione che ha forzato il grande cancello metallico del muro ed ha oltrepassato il muro di cemento. Kafr ad-Dik e Kafr Qaddum nell'area di Salfit e Nablus continuano ad avere un grande numero di partecipanti dai villaggi. L'esercito ha arrestato molti giovani e ragazzi nei mesi scorsi, ma le manifestazioni non si sono fermate. A Qaryut, un villaggio di 3800 persone, curca 400 uomini hanno manifestato fino al blocco stadale che impedisce loro l'accesso alla strada principale Ad al-Walaja i manifestanti hanno marciato veso il sito di costruzione del muro che circonderà il villaggio.
Beit Ummar manifestazione di martedì 31gennaio 20124 feriti a Beit Ummar nel giorno dell'anniversario dell'omicidio di Yousef Ikhlayl accaduto il 31 gennaio 2012. Martedì, 31gennaio 2012, Beit Ummar ha manifestato vicino alla strada Route 60 all'ingresso del villaggio per commemorare un anno dalla morte di Yousef Ikhlayl, un ragazzo di 17 anni di Beit Ummar, ucciso dai coloni israeliani il 28 gennaio 2011. La manifestazione era organizzata dal Comitato Popolare di Beit Ummar e sostenuta dal Progetto Solidarietà Palestina, dal Comitato Popolare di Yatta, e da parecchie altre organizzazioni palestinesi. Mentre i manifestanti si avvicinavano alla Route 60 al'ingresso del villaggio, dozzine di soldati israeliani hano bloccato la strada ed hanno attaccato il corteo con lacrimogeni, bombe assordanti e manganellate. Le forze Israeliane hanno usato manganelli di legno per colpire gli attivisti e 4 manifestanti sono rimasti feriti. Naso rotto per Yousef Abu Maria, colpo alla fronte per Abu Hashem, colpo di calcio di fucile alla testa per Abu Hashem e, per Jamil Shuhada, membro del Comitato Esecutivo dell'OLP, colpi di manganello e di calcio di fucile. I manifestanti hanno ricordato la morte di Yousef ponendo le seguenti richieste: 1. cercare gli assassini di Yousef Ikhlayl (i coloni venuti da Bat Ayn, uno dei 5 insediamenti israeliani costruiti sulla terra rubata a Beit Ummar. Ad oggi, nessun colono è stato arrestato, tranne uno solo investigato, per l'omicidio di Yousef.) 2. Smantellare l'insediamento di Bat Ayin 3. Aprire le strade militari chiuse intorno a Beit Ummar che impediscono ai contadini di raggiungere le terre per coltivarle. 4. Libertà per tutti i prigionieri politici. 5. Rimuovere la torre di guardia militare ed il checkpoint all'ingresso di Beit Ummar e permettere libertà di movimento ai residenti di.http://www.facebook.com/media/set/?set=a.36013889066308...80298Bil'inVenerdì di solidarietà con i prigionieri palestinesi. A dozzine sono stati gassati nel corso della manifestazione settimanale a Bil'in, ad ovest di Ramallah. Dozzine di manifestanti sono stati feriti, tanti casi di soffocamento da inalazione di gas velenosi nel corso della manifestazione settimanale organizzata dal Comitato Popolare Contro il Muro e contro gli insediamenti, che giunge in occasione dello sciopero della fame di Al Sheikh Khader Adnan prigioniero da 49 giorni ed in sostegno a tutti i prigionieri palestinesi. Alla manifestazione hanno partecipato dozzine di palestinesi, di internazionali e di pacifisti israeliani. Il corteo è partito dopo la preghiera del venerdì dal centro del villaggio per dirigersi verso le terre recentemente liberate. I partecipanti portavano bandiere palestinesi e striscioni con le immagini dei prigionieri palestinesi. Si sono cantati slogan patriotici per la fine dell'occupazione, per la distruzione del muro dell'Apartheid, per la libertà e per i diritti di tutti i prigionieri palestinesi. All'arrivo all'area protetta di Abu Lemon, adiacente al muro, alcuni dei partecipanti soni riusciti a tagliare ed a rimuovere parte del filo spinato, hanno dato fuoco a dei copertoni vicino al muro dell'apartheid, uno di loro ha scalato il muro ed ha issato una bandiera palestinese sul muro di cemento, mentre dozzine di coloni e di soldati lo stavano a guardare, poi i soldati che stavano dietro il muro hanno sparato proiettili di gomma, granate assordanti, lacrimogeni densi ed acqua-puzzola addosso ai manifestanti, con il conseguente ferimento di dozzine di persone ed altrettanti casi di soffocamento da inalazione - tutti soccorsi sul campo o sull'ambulanza. Intanto i giovani lanciavano pietre contro i soldati. di Rani Abdel Fatah http://www.facebook.com/media/set/?set=a.3268396951925....58013Kafr ad-DikCirca 300 persone a Kafr ad-Dik in base ai resoconti. La manifestazione sta per partire. Ognuno faccia molta attenzione!I residenti di Kafr ad-Dik protestano contro un nuovo insediamento coloniale costruito sulle loro terre. Due giovani del villaggio sono stati arrestati e si trovano ancora in stato di fermo. Alcune centinaia di manifestanti hanno partecipato questa settimana alla protesta settimanale contro l'occupazione e contro l'espansione degli insediamenti a Kafr ad-Dik. I manifestanti hanno marciato dal centro del villaggio verso le terre confiscate per costruirvi un nuovo insediamento. Quando il corteo è stato bloccato da una pattuglia di soldati sulla strada principale, i manifestanti hanno optato per un pacifico sit-in sull strada mettendosi a scandire slogan. Dopo circa un'ora, il corteo è ritornato al villaggio ed a questo punto sono scoppiati gli scontri tra l'esercito ed i giovani del villaggio. I soldati che si nascondevano tra gli ulivi hanno poi attaccato la folla arestando 2 giovani che restano in stato di fermo. Il villaggio di Kafr ad-Dik è situato nell'area di Salfit, vicino Bruqin, tra gli insedimenti coloniali di Bruchin, Alay Zahav e Pedu'el. Un nuovo insediamento è stato ora pianificato perchè sorga sulle residue terre agricole del villaggio: si chiamerà Leshem e si suppone che ospiterà 400 famiglie ebree. Burqin e Kafr ad-Dik si trovano nelle Aree B e C come sancito dall'Accordo di Oslo. Negli ultimi mesi, i due villaggi sono stati vittima di continue aggressioni da parte dei coloni che distruggono i raccolti e bruciano gli ulivi nella loro Campagna di colpire obiettivi di valore, “Price Tag Campaign”. I residenti dei villaggi dicono che i coloni hanno distrutto un nuovo mezzo agricolo solo due settimane fa. Durante questo attacco hanno anche bruciato un'auto e cercato di bombardare senza successo la moschea locale, lasciando pure scritte che minacciavano un loro ritorno. Inoltre, l'esercito ha demolito pozzi d'acqua e case nei 2 villaggi, ha emesso ordinanze di confisca dei terreni – l'ultima è della settimana scorsa.Le manifestazioni settimanali nel villaggio sono iniziate alla fine del 2011. La violenta reazione dell'esercito israeliano contro queste proteste disarmate ha visto incursioni nel villaggio e l'uso straordinario di bombolette di gas lacrimogeno, proiettili di gomma ed in parecchi casi di proiettili veri. Abir Kopty http://www.facebook.com/media/set/?set=a.36230341377996...80298Awad Abuzaid http://www.facebook.com/media/set/?set=a.3346204773875....43469http://t.co/Hn8E2er7 http://t.co/z62Udiijyisraelpnm http://www.youtube.com/watch?v=36OyEQwFX94 Al-Quds/GerusalemmeAttivisti sono stati arrestati nella palestinese Issawiya quando le forze israeliane, accompagnate da ruspe, sono arrivate nel villaggio a Gerusalemme Est al mattino presto per continuare la costruzione del parco sulle terre confiscate al quartiere di Issawiy. Arrestati 6 attivisti ebreo-isareliani.Sheikh Jarrah venerdì 3 febbraio manifestazione unitariaAl-Ma'sara manifestazione settimanale 3 febbraio 2012.A Ma'sara quinto anno di manifestazioni continue. Ogni settimana per oltre 4 anni l'esercito ha cercato di intimidire i manifestanti. Gli organizzatori più irriducibili sono stati tutti imprigionati almeno una volta ed a causa dell'esercito sono stati spesi in cauzione decine di migliaia di shekls (moneta israeliana, 1 euro=4,86 shekel). Questi loro sforzi non sembrano funzionare, gli ufficiali vanno e vengono, i soldati vanno in congedo, ma le manifestazioni di Maa'sara continuano.http://www.facebook.com/media/set/?set=a.36230268044670...80298Nabi SalihGli attivisti riportano di un certo numero di feriti seri a Nabi Salih. Un'attivista francese è stata colpita al collo da un proiettile di gomma. Un altro manifestante colpito allo stomaco da una granata di lacrimogeno. Aggiorneremo al più presto possibile la situazione. Le forze di occupazione israeliane hanno attaccato venerdì i manifestanti nel villaggio di Nabi Salih nella Cisgiordania e ferito almeno 13 persone, una ragazza francese è stata colpita al collo da un soldato israeliano. http://www.facebook.com/photo.php?fbid=302935966424922http://www.facebook.com/media/set/?set=a.36234039044293...80298Awad Abuzaid http://www.facebook.com/media/set/?set=a.3346508821476....43469http://www.youtube.com/watch?v=_mx66s89ZSUtamimi1966 http://www.youtube.com/watch?v=Q4jPZru-1Kk http://www.youtube.com/watch?v=5UBtsPpIMY0MEDIAsecondo fonti palestinesi, una cittadina francese è stata seriamente ferita venerdì dopo essere stata colpita da una granata di gas nel villaggio di Nabi Salih in Cisgiordania. In base a queste fonti, la granata è stata sparata sulla manifestazione dalle forze israeliane. La donna francese è stata ricoverata in ospedale.Nello scorso dicembre, un manifestante palestinese subì ferite alla testa dopo aver ricevuto un colpo di granata di lacrimogeno sparato da breve distanza da un soldato israeliano dall'interno di una jeep di ronda. Il manifestante, Mustafa Tamimi, di 28 anni, morì poi per le ferite il giorno dopo. Dopo la mezzanotte, i coloni del vicino insediamento coloniale di Halamish, cercano di attaccare Nabi Salih per dare fuoco alla moschea ma i giovani/shabab li stavano aspettando e li hanno ricacciati indietro. I coloni sono fuggiti via molto impauriti specialmente quando i giovani/shabab hanno iniziato a cantare alla vista dei coloni in fuga.Lunedì notte/prime ore del mattino: le forze di stato israeliane stanno ocupando Nabi Salih. Hanno arrestato Loay Tamimi, fratello di Mustafa Tamimir, ed attaccato suo padre. L'intero villaggio ha portato aiuto alla famiglia e costretto l'esercito a lasciare il villaggio.Ni'linmanifestazione di venerdì 03.02.12 contro il Muro dell'apartheidManifestazione settimanale contro il muro dell'apartheid nel villaggio di Ni'lin in Cisgiordania. Dozzine di Palestinesi ed internazionali come pure pacifisti israeliani si sono uniti per la manifestazione. Alcuni manifestanti sono riusciti a bruciare i cavi del recinto elettrico ed altri sono riusciti a fare un buco nel muro di cemento, mentre altri hanno scritto parole di saggezza pronunciate da Martin Luther King. I soldati hanno sparato proiettili rivestiti di gomma, granate assordanti, lacrimogeni e parecchi proiettili veri verso i manifestanti. Fortunatamente nessuno è stato ferito, ma 7 manifestanti hanno sofferto per le inalazioni di gas ed uno è stato colpito alla mano da un proiettile di gomma. Maggiori informazioni su www.nilin-village.orghttp://www.facebook.com/media/set/?set=a.36236792377351...80298hassandaboos89 http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=...bTfQ8Kafr QaddumProtesta contro l'insediamento ebraico di Kedumim, vicino alla città di Nablus in Cisgiordania. Attivisti dicono che un fotografo israeliano è stato colpito al polso da un lacrimogeno sparato dall'esercito a Kafr Qaddum. "La protesta settimanale a Qaddum è iniziata con almeno 100 manifestanti, la maggior parte erano uomini palestinesi, alcuni internazionali e 5 israeliani. Abbiamo camminato ben organizzati sulla strada che conduce all'insediamento di "Kedumim". Sulla strada c'era il filo spinato, per cui metà dei manifestanti si è fermata lì a cantare e l'altra metà, tra cui molti ragazzi, ha proseguito per altri 50 metri. Dopo pochi minuti, i soldati che erano a 25 metri dalla strada hanno iniziato a sparare una tremenda quantità di lacrimogeni direttamente sulla folla – non ho potuto contarli, ma non ho mai visto una quantità di gas del genere. Uno degli israeliani è stato ferito alla mano da un lacrimogeno. L'esercito ha usato anche bombe assordanti e si è avvicinato alla strada. Mentre l'esercito entrava nel villaggio e ricopriva tutta l'area di gas, i giovani/shabab iniziavano il lancio di pietre e si poteva anche sentire il sibilare di proiettili veri nel villaggio. Dopo un'ora e mezza, la manifestazione è finita e l'esercito ha messo una barriera temporanea fuori del villaggio allo scopo di irritare la gente che viene a portare aiuto ai residenti."http://www.facebook.com/media/set/?set=a.36239254043772...80298http://www.facebook.com/media/set/?set=a.10150642122686...01802Haim Schwarczenberg http://www.facebook.com/media/set/?set=a.3277812663480....14101QaryutPiù di 500 abitanti del villaggio di Qaryut si sono uniti in una manifestazione di protesta contro l'occupazione e sono riusciti a rimuovere un blocco stradale che stava bloccando l'accesso alla strada principale che porta a Nablus.Il villaggio di Qaryut si trova nella Cisgiordania settentrionale, vicino alla città di Nablus. Ci abitano circa 2500 persone la cui vita è diventata insopportabile a causa delle continue confische di terreni, dell'impossibilità di mobilità e della violenze dei coloni. Questa settimana, almeno 500 residenti si sono uniti per una grande manifestazione contro l'occupazione e contro gli insediamenti. Hanno marciato dal centro del villaggio lungo il sentiero che porta al blocco stradale militare che ostruisce la strada n° 60 per Nablus. I residenti hanno piantato alberi di ulivo e tutti insieme hanno lavorato per smantellare il blocco stradale. Nonostante l'ingente presenza militare nell'area, l'azione è proseguita senza scontri ed è terminata con un considerevole successo, dato che il blocco stradale è stato finalmente rimosso. Tuttavia, poco dopo la fine della manifestazione, una ruspa militare è comparsa nella zona, probabilmente per ripristinare il blocco stradale. Il comitato popolare è determinato nel mantenere la protesta fino a che il blocco non verrà permanentemente rimosso. Comitato di Coordinamento della Lotta PopolareIl villaggio di Qaryut a sud di Nablus terrà la sua prima manifestazione settimanale oggi per protestare contro la pianificata espansione coloniale sulle loro terre. Circa 300 persone stanno protestando all'ingresso sigillato del villaggio di Qaryut, a sud di Nablus. La protesta è stata accesa dalle nuove confische di terre.2 manifestanti arrestati. I manifestanti stanno smantellando a Qaryut a sud di Nablus i blocchi che ostruiscono l'ingresso al villaggio.http://www.facebook.com/media/set/?set=a.36253838375647...80298 Colline sud di HebronAttivisti si sono uniti agli abitanti per i lavori agricoli nell'area dove la strategia israeliana è quella di spaventare i palestinesi finchè "volontariamente" lascino le terre ai coloni.WalajaDomenica 5 Feb 2012, i residenti di al-Walaja ed attivisti internazionali sono andati nell'area dove le autorità israeliane dell'apartheid continuano a distruggere i terreni per costruirvi il muro che isolerà gli abitanti dalle terre rimanenti per consentire un'ulteriore espansione delle colonie illegali di Gilo e di Har Gilo. Già oltre il 90% delle terre del villaggio è stato occupato dalle attività dei coloni negli ultimi 60 anni. L'area dove è stato girato questo beve filmato si trova intorno all'albero secolare nel distretto di Betlemme (un ulivo che ha forse tra i 3000 ed i 5000 anni).Contro il Muro, 5 .2. 2012. Quattro persone arrestare ad al-Walaja oggi. Due israeliani, un tedesco ed un palestinese del villaggio. Il loro rilascio è atteso per stanotte.http://www.facebook.com/media/set/?set=a.36388172028880...80298la ruota della giustizia http://www.youtube.com/watch?v=XZ7Wn9KY4bIhttps://www.facebook.com/photo.php?fbid=165999396846703...52472Tel AvivLotta sociale - centinaia di rifugiati africani e decine di attivisti di sinistra israeliani si sono radunati nel giardino adicente alla stazione centrale per protestare contro il sindaco e contro i servizi sociali dopo la morte per assideramento di un immigrato etiope senzacasa proprio vicino al luogo dove è stato demolita la tendopoli in cui viveva.http://www.youtube.com/watch?v=PI8vQYDeWmY------------------------Ilan Shalif - http://ilanisagainstwalls.blogspot.com
Link esterno: http://ilan.shalif.com/anarchy/glimpses/glimpses.html
(traduzione a cura d FdCA-Ufficio Relazioni Internazionali)See http://awalls.org

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USA: lo Stato dell'Arizona pronto ad abolire i sindacati nel pubblico impiego

USA: lo Stato dell'Arizona pronto ad abolire i sindacati nel pubblico impiego
I sindacati dei lavoratori pubblici dello Stato dell'Arizona sono stati colti di sopresa questa settimana dalla notizia secondo cui lo Stato controllato dai senatori repubblicani starebbe per approvare una serie di leggi, che insieme ad altre disposizioni, dovrebbero vietare del tutto ai sindacati di prendere parte a qualsiasi trattativa che riguardi le condizioni di lavoro di un impiegato dello Stato, della Contea o del Comune.Questa iniziativa, secondo Nick Dranius del Goldwater Institute – uno degli estensori della legge in questione – è da intendersi come “spinta a far sì che la gente non si iscriva più ai sindacati dal momento che questi ultimi non avranno più quelle sleali prerogative nella contrattazione che gli venivano riconosciute dalla legislazione sulla contrattazione collettiva.” Una volta che i sindacati non avranno più la legittimità di contrattare con lo Stato, conclude Dranius, i lavoratori “si accorgeranno che i sindacati non fanno molto per loro.” Purtroppo, del resto, può essere che i sindacati ci stiano già mettendo del loro per spingere i lavoratori a fare una cosa del genere.
Cosa prevede la legge
Di grande ispirazione per questo assalto dello Stato dell'Arizona al diritto dei lavoratori di organizzarsi, è stata -senza poi tanta sopresa- la vicenda dello Stato del Wisonsin che l'ha avuta vinta nel negare la contrattazione collettiva ai lavoratori statali. Uno degli artefici della legislazione del Wisconsin, il Goldwater Institute, mandò in volo in Arizona il Governatore Scott Walker nello scorso novembre per offrire una consulenza su come far passare una legislazione simile anche in Arizona. Come per la legge del Wisconsin, anche la nuova legislazione dell'Arizona proibirebbe ai sindacati di poter contrattare con il governo dello stato le condizioni di lavoro dei dipendenti pubblici. Verrebbe proibita anche la trattenuta automatica sullo stipendio da parte dello Stato e dell'amministrazione comunale della quota per la tessera sindacale. Ma i legislatori dell'Arizona si sono spinti ben oltre i loro colleghi del Wisconsin, in quanto i conservatori dell'Arizona sanno– con cognizione di causa – di avere di fronte un'opposizione molto più debole di quella che i Repubblicani hanno dovuto affrontare nel Wisconsin. Infatti, sono stati in gradi di portare un attacco più profondo di quello di Walker nel Wisconsin, che ha dovuto fingere in ultima istanza di avere l'appoggio della polizia e del sindacato dei vigili del fuoco. In Arizona, invece, nessun sindacato dei dipendenti pubblici è stato risparmiato. Inoltre, la legge vieterebbe le trattenute sindacali automatiche sullo stipendio – una modalità su cui i sindacati moderni contano per poter finanziare le loro attività.
La risposta dei Sindacati
Mentre scriviamo non siamo a conoscenza di nessuna iniziativa messa in piedi dalla AFL-CIO dell'Arizona contro questa legge, non se ne trova traccia sul sito del sindacato nè in altre fonti pubbliche.Inoltre, in un'intervista pubblicata daTalking Points Memo, l'autore Nick Martin fa notare che i dirigenti sindacali, intenti nel “cercare di fare un respiro al'unisono”, sembrano non aver nessuna “chiara e coordinata strategia su come combattere [la legge anti-sindacale]”.E' pur vero che con i senatori Repubblicani che in Arizona sovrastano quelli Democratici 21 a 9, i sindacati hanno dimostrato di non sapere bene come procedere. Le lotte precedenti contro questo tipo di leggi, infatti, sono state per anni delegate all'iniziativa del Partito Democratico, che i sindacati hanno finanziato per anni a ritmi crescenti con i soldi dei loro iscritti.
Nonostante i ripetuti fallimenti di questa strategia nel difendere almeno le condizioni di vita fondamentali dei loro iscritti – come si è visto recentemente nel Wisconsin, ma anche a livello federale con l'Employee Free Choice Act (2), o nel parere favorevole per la rinegoziazione del trattato NAFTA (3) – le burocrazie sindacali hanno continuato a mettere lo loro uova nel paniere del governo.
Un problema di organizzazione
Probabilmente, chiunque abbia una certa conoscenza della struttura del sindacato oggi, non troverà nulla da meravigliarsi. Quelli che per i lavoratori sono dei fallimenti, diventano dei successi per i dirigenti sindacali – e quelle che potrebbero essere grandi vittorie per i lavoratori, spesso hanno costi così alti che i burocrati sindacali non se lo possono permettere.Nel Wisconsin, per esempio, il movimento di massa dei lavoratori aveva preso l'iniziativa in tutto lo Stato nei primi mesi della lotta ed aveva portato ad una delle più ampie, conflittuali -ed in definitiva vittoriose- battaglie sindacali negli USA mai vista negli ultimi decenni. Se si fosse consentita la diffusione degli scioperi a gatto selvaggio –e se una volta partito il contagio i sindacati non avessero così evidentemente manovrato per farli fallire e per farli deviare – le dirigenze sindacali si sarebbero trovate di fronte ad una crisi evidente.Innanzitutto, avrebbero dovuto affrontare la presa di coscienza dei lavoratori – nei fatti se non ancora come riflessione – che i dirigenti sindacali non servivano. In secondo luogo, i dirigenti sindacali avrebbero perso il loro ruolo di partners, e di conseguenza il loro posto a tavola, con il Partito Democratico – che è quanto mai felice di fornire ai sindacati un minimo di riforme insignificanti in cambio della loro capacità di raccogliere fondi e voti per il partito.I sindacati dovrebbero essere, al meglio, organizzazioni che aiutano la lotta per la nostra liberazione collettiva. Non dovrebbero essere istituzioni fatte di manager, che impongono il corso ed il passo delle nostre lotte, nè strutture che non permettono ai loro iscritti di prendere l'iniziativa, bensì dovrebbero far di tutto per pretenderla.
John JacobsenLink esterno: http://thetrialbyfire.org/2012/02/06/arizona-set-to-abolish-public-unions/
(traduzione a cura di FdCA-Ufficio Relazioni Internazionali)
note(1): acronimo per American Federation of Labor/Congress of Industrial Organizations, la più grande federazione di sindacati negli USA(2): legge approvata dal Congresso degli USA nel 2009 sui diritti di organizzazione e contrattazione dei sindacati. Con questa legge, in particolare, è stata di fatto abolita l'elezione segreta dei rappresentanti sindacali nei posti di lavoro, per sostituirla con una raccolta di firme dei sindacati fino a raggiungere il quorum necessario per accedere alla rappresentanza. E' evidente come la "libera scelta" evocata dal titolo della legge, verrebbe vanificata da una raccolta di firme esposta a forti condizionamenti (ndt)(3): acronimo per North American Free Trade Agreement (1.1.1994) che ha creato un'area di libero scambio tra Canada, USA e Messico
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