Licenziamento Dante De Angelis: Manifestazione di Solidarietà a Roma Scritto da Assemblea Nazionale dei Ferrovieri




Licenziamento Dante De Angelis: Manifestazione di Solidarietà a Roma
Scritto da Assemblea Nazionale dei Ferrovieri
mercoledì 22 ottobre 2008
LICENZIAMENTO DE ANGELIS: INVITO A MANIFESTAZIONE DI SOLIDARIETA'- ROMA 24 OTTOBRE 08 INVITIAMO CITTADINI, VIAGGIATORI, UTENTI PENDOLARI, COMITATI, ASSOCIAZIONI, DELEGATI RSU E RLS, AMMINISTRATORI LOCALI, PARLAMENTARI, FORZE POLITICHE E SINDACALI, OPERATORI DELLA PREVENZIONE, OPERATORI DELL'INFORMAZIONE E TUTTI COLORO CHA HANNO A CUORE LA SICUREZZA, I DIRITTI E LE LIBERTA' FONDAMENTALI A PARTECIPARE ALLA MANIFESTAZIONE PRESIDIO CONTRO IL LICENZIAMENTO RAPPRESAGLIA DI DANTE DEANGELIS STAZIONE DI ROMA TERMINI Venerdì 24 OTTOBRE 2008 ore 10-18 ingresso lato Via Giolitti Dante De Angelis, macchinista Fs e rappresentante alla sicurezza (Rls), è stato licenziato da Trenitalia spa, il 15 agosto per aver rilasciato dichiarazioni sui numerosi incidenti avvenuti ai treni eurostar. Licenziare un RLS per aver esercitato il suo ruolo è sintomo del disprezzo e della sottovalutazione del diritto alla sicurezzza di tutti, proprio in un'azienda in cui solo nell'ultimo mese sono morti tre operai ed altri sono rimasti mutiliati. Dante ha solo esercitato il suo diritto dovere di sollevare - dopo una lunga serie di avarie e incidenti gravi - una questione di interesse generale sullo stato della sicurezza dei treni, tema che interessa e unisce ferrovieri e viaggiatori, cittadini e utenti. Da anni lotta in modo concreto sul fronte della salute e la sicurezza del lavoro occupandosi in particolare di ferrovieri e viaggiatori e per questo è colpito da una dirigenza miope e autoritaria, arrocata in difesa dei propri privilegi. La solidarietà e il sostegno a Dante e la revoca del suo licenziamento devono diventare un obbiettivo per tutti quelli che volgiono contribuire, con i fatti e non solo a parole, a fermare la strage quotidiana sul lavoro. La sicurezza dei treni è la sicurezza di tutti. Il diritto di parola per un RLS è la premessa indispensabile per svolgere il suo ruolo. Se "passa" questo licenziamento in una grande azienda pubblica saremo tutti meno liberi e meno sicuri.I delegati RSU/RLS dell'Assemblea Nazionale dei Ferrovieri

GESÙ DETTO IL CRISTO NON ESISTETTE

Resoconto del convegno del 18-19 ottobre 2008 Arpiola di Mulazzo

LA STORIA SPAZZA VIA TUTTI GLI APOSTOLI.
GESÙ DETTO IL CRISTO NON ESISTETTE.

Nessuno di essi esisterono. Presentata da Axteismo in anteprima la
pubblicazione degli studi avanzati sulle Origini del Cristianesimo con
la presenza dei tre massimi esperti mondiali di cristologia:
Luigi Cascioli, Giancarlo Tranfo, Emilio Salsi.
La storia stabilisce senza ombra di dubbio che gli Apostoli e Gesù Cristo
sono personaggi di pura fantasia, personaggi mai esistiti.

di Ennio Montesi

Redigere un comunicato stampa secco su questa notizia storica così importante è riduttivo. Meglio poche righe con taglio di articolo. Nel convegno ad Arpiola di Mulazzo del 18-19 ottobre 2008 promosso da Axteismo, movimento internazionale di libero pensiero, i molti relatori si sono avvicendati durante le intense giornate di confronto. Luigi Cascioli, Giancarlo Tranfo, Emilio Salsi, Angelo Napolitano, Francis Sgambelluri, Gianni Marucelli, Nunzio Miccoli, Giorgio Vitali, Biagio Catalano, Attilio Vanini, Ennio Montesi, Fiorella Di Stefano, Sergio Martella, Pierino Marazzani hanno trattato temi articolati dalle Origini del Cristianesimo all'Inquisizione, sui tentativi di controinformazione e mistificazione della realtà dei fatti da parte degli apologisti, dall'antropologia, alla storia, dalla psicoanalisi, alla sociologia, dal Medioevo ai giorni nostri. Il problema emerso risulta essere quello delle religioni, del cristianesimo nella fattispecie del cattolicesimo e della Chiesa cattolica. Si sono ribaditi anche dei tanti diritti dei cittadini ancora negati dai legislatori italiani sempre sottomessi al potere secolare della Chiesa cattolica e del Vaticano.

Tema centrale del convegno sono stati gli importanti studi evoluti di cristologia. La presenza contemporanea dei tre massimi esperti mondiali sulle Origini del Cristianesimo: Luigi Cascioli, Giancarlo Tranfo ed Emilio Salsi, ha creato un'atmosfera di pregnante attesa tra l'attento pubblico composto da studiosi, docenti, intellettuali, addetti ai lavori e da persone interessate all'argomento. I video della conferenza verranno diffusi in rete appena pronti.

Luigi Cascioli, Giancarlo Tranfo ed Emilio Salsi hanno evidenziato le enormi e le sottili contraddizioni storiche contenute nei vangeli fino al punto di dimostrare l'inesistenza di personaggi come gli "Apostoli", "Gesù Cristo" e la "Sacra Famiglia". Tutto falso, niente di vero, duemila anni di menzogne. Attraverso l'analisi dei "Testi Sacri" comparata con l'antica storiografia laica si è finalmente provato - con ricca documentazione alla mano - che le vicende descritte dalla Chiesa cattolica nei vangeli furono in realtà falsificate unitamente ai loro protagonisti che risultano essere personaggi inventati. È facile capire che questi studi cancellano per intero e da subito quella che viene definita come "Dottrina cristiano-cattolica".

Studi di tale altissimo livello sarebbero stati da presentare in pompa magna in una sede accademica, in una prestigiosa università italiana come La Sapienza. Tuttavia, piuttosto che bussare alle porte delle università abbiamo preferito organizzare il convegno per conto nostro aperto al pubblico e ai giornalisti. Di giornalisti, come prevedevamo, nemmeno l'ombra probabilmente perché, considerati i temi scottanti del convegno, i loro datori di lavoro hanno impartito l'ordine di non comunicare la notizia. Se un giornalista scrivesse su un giornale o dicesse in apertura del telegiornale di prima serata che: "Un gruppo di studiosi, i più importanti e preparati a livello mondiale, dopo anni e anni di studi approfonditi ed evoluti sulle Origini del Cristianesimo hanno scoperto e lo dimostrano che gli Apostoli e lo stesso Gesù Cristo non esisterono, ma furono favole", probabilmente li caccerebbero. Dobbiamo capire la miserevole e genuflessa posizione in cui la maggioranza dei giornalisti italiani è costretta a lavorare. L'informazione pubblica è assente perché la maggior parte dei giornalisti "tiene famiglia".

Se comunque qualche super eroe dell'informazione decidesse di invitare i cristologi a un dibattito televisivo sulle reti Rai, Mediaset, La7 o altre, certamente siamo disponibili a sostenere qualsiasi confronto soprattutto coi più importanti esegeti quali, Vittorio Messori, Gianfranco Ravasi e i più preparati ministri della Chiesa cattolica. Se le agenzie di stampa Ansa, Adnkronos, Reuters, Agi, Apcom, Asca, Emmegipress, Associated Press e tutte le altre agenzie di informazione decidessero coraggiosamente di battere questa notizia nei loro circuiti siamo disponibili a dare le dovute informazioni di copertura. Se le radio decidessero di aprire i bollettini con la seguente notizia: "In base alla storia un importante gruppo di studiosi ha stabilito che gli Apostoli, Gesù Cristo e la Sacra Famiglia non esisterono, ma furono inventati", saremmo disponibili ad ogni supporto.

Le tante voci libere di Internet di certo daranno una mano in modo che questa grande notizia voli in milioni di sciami e si moltiplichi all'infinito in ogni angolo e anfratto della rete, su ogni byte dei computer, così che il muro omertoso fatto dai "mass media ufficiali" venga abbattuto.

Magari un giorno un editore serio, che meriti questo appellativo, deciderà di pubblicare in un unico cofanetto raggruppando i quattro volumi coi testi in ordine cronologico degli studi sulle Origini del Cristianesimo. Ecco i libri: "La favola di Cristo - Inconfutabile dimostrazione della non esistenza di Gesù" e "La morte di Cristo - Cristiani e Cristicoli" di Luigi Cascioli www.luigicascioli.it "La Croce di Spine - Gesù: la storia che non vi è ancora stata raccontata" di Giancarlo Tranfo www.yeshua.it "Giovanni il Nazireo detto Gesù Cristo e i suoi fratelli" di Emilio Salsi www.vangeliestoria.eu . È attraverso gli studi di Emilio Salsi (lo studioso che viene paragonato come a un Pico della Mirandola degli antichi testi storici e dei vangeli) che tutti gli Apostoli sono spazzati via dalla storia. Storia che dimostra come gli Apostoli furono inventati in personaggi di fantasia. Bisognerebbe domandare ai ministri della Chiesa cattolica del perché di tutte queste invenzioni e menzogne iniettate all'Umanità e a cosa sono servite.

Ennio Montesi

Riferimenti:
http://nochiesa.blogspot.com
www.luigicascioli.it
www.yeshua.it
www.vangeliestoria.eu
Per interviste, conferenze, convegni e altro tel. 3393188116

"Non esiste delitto, inganno, trucco, imbroglio e vizio che non vivano della loro segretezza.
Portate alla luce del giorno questi segreti, descriveteli, rendeteli ridicoli agli occhi di tutti e prima
o poi la pubblica opinione li getterà via. La sola divulgazione di per sè non è forse sufficiente,
ma è l'unico mezzo senza il quale falliscono tutti gli altri".
Joseph Pulitzer, Fondatore Premio Pulitzer


Questo testo è in regime di Copyleft: la pubblicazione e riproduzione è libera e incoraggiata purché l'articolo sia riportato in versione integrale, con lo stesso titolo,
citando il nome dell'autore e riportando questa scritta.

Fonte: http://nochiesa.blogspot.com
Diffusione: Axteismo Press l'Agenzia degli Axtei, Atei e Laici
http://nochiesa.blogspot.com

Considerato l'attuale gravissimo stato di censura e di manipolazione delle informazioni
da parte dei media, si invita alla massima pubblicazione e diffusione.

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Berlusconi: "Polizia nelle università



Berlusconi: "Polizia nelle università Dalla sinistra bugie, dalla Rai ansia"
Dura risposta dal Pd: "Pompiere piromane, vuole alimentare ad arte la tensione"

Silvio BerlusconiROMA - Berlusconi convoca una conferenza stampa a Palazzo Chigi per mandare un avvertimento agli studenti: "Non permetterò l'occupazione delle università. L'occupazione di luoghi pubblici non è la dimostrazione dell'applicazione della libertà, non è un fatto di democrazia, è una violenza nei confronti degli altri studenti che vogliono studiare". Poi, rivolto a una giornalista che aveva posto la domanda, aggiunge: "Avete 4-5 anni per fare il callo su queste cose. Io non retrocederò di un millimetro". Ordini al Viminale. "Convocherò oggi - prosegue Berlusconi - il ministro degli Interni, e darò a lui istruzioni dettagliate su come intervenire attraverso le forze dell'ordine per evitare che questo possa succedere". "La realtà di questi giorni - dice ancora il premier - è la realtà di aule piene di ragazzi che intendono studiare e i manifestanti sono organizzati dall'estrema sinistra, molto spesso, come a Milano, dai centri sociali e da una sinistra che ha trovato il modo di far passare nella scuola delle menzogne e portare un'opposizione nelle strade e nelle piazze alla vita del nostro governo". Opposizione in allarme. Le parole del premier sono state accolte con enorme preoccupazione dal Pd. "La decisione del presidente del Consiglio di ricorrere all'uso della forza pubblica contro le famiglie e gli studenti che protestano per difendere il diritto allo studio - dice il ministro ombra per le Politiche giovanili Pina Picierno - è gravissimo, è un atto inconcepibile che lede diritti fondamentali garantiti dalla Costituzione" . "Oggi - prosegue - uno stato di polizia contro mamme e bambini e domani magari contro i precari che protestano? Cosa ha in mente il presidente del Consiglio? Abbiamo a che fare con un pompiere piromane che cerca di alimentare ad arte un clima di tensione".
Epifani invita al dialogo. Contesta la minaccia di Berlusconi contro le occupazioni anche il segretario della Cgil Guglielmo Epifani. "E' profondamente sbagliato - afferma il leader sindacale - rispondere alle ragioni del movimento degli studenti con una modalità che non sia quella del dialogo". "Il governo - sottolinea Epifani - non può ricorrere alle minacce. Questo è un movimento che ha caratteristiche del tutto nuove, che non ha senso paragonare al '68 né, tanto meno, al '77. E' un movimento pacifico, gli studenti chiedono di investire nella scuola, è gente che chiede di studiare di più e meglio". Fioroni: "Parole gravi". Riflessione simile a quella svolta dall'ex ministro della Pubblica Istruzione del centrosinistra Giuseppe Fioroni. "Tutti i ministri della Pubblica Istruzione - ha ricordato - hanno sperimentato le occupazioni e le autogestioni. Nessuno ha mai pensato di invadere le competenze dell'autonomia scolastica e di intervenire nelle decisioni interne che devono essere assunte nel rispetto della serenità e della sicurezza". Quelle di Berlusconi, ha aggiunto, "sono dichiarazioni gravi". Attacco alla manifestazione. Il presidente del Consiglio ha toccato quindi il tema della manifestazione lanciata dal Pd per sabato prossimo. "Manifestare - ha proseguito - è una possibilità della democrazia ed anche noi ne usufruimmo. Noi, però, manifestammo contro la pressione fiscale del governo Prodi. La manifestazione del 25 ottobre è solo contro il governo e non ha proposte. La piazza non è il posto migliore per fare proposte. Le proposte si fanno in Parlamento". Nessuna marcia indietro. Il premier accusa poi l'opposizione su uno temi centrali della protesta. "La sinistra - sostiene - dice bugie sulla scuola, fa un allarmismo inutile". E rispondendo a Veltroni, che oggi ha chiesto di ritirare il decreto Gelmini davanti "alle proteste così ampie e diffuse contro la riforma della scuola e le misure con i tagli", invitando Palazzo Chigi a rimodulare i costi, lasciando all'istruzione "ogni euro recuperato dal taglio di sprechi", Berlusconi ha replicato secco: "Noi andremo avanti, questo decreto sulla scuola è sacrosanto, altro che ritirarlo, bisogna applicarlo". Le classi ponti resteranno. Il Cavaliere ha chiarito successivamente che non sono previsti ripensamenti neppure per la contestatissima proposta delle 'classi ponte' per i figli di immigrati perché "non è dettata da razzismo ma da buonsenso. Conoscere la lingua italiana è necessario". Berlusconi accusa infine la Rai di aver presentato in maniera distorta i provvedimenti del governo. "La televisione pubblica - lamenta - diffonde ansia e le situazioni solo di chi protesta. Sono preoccupato da questo divorzio tra i mezzi di informazione e la realtà". "A quando la polizia nei giornali?". Affermazioni contro la stampa, quest'ultime, che hanno fatto scattare la preoccupata replica del parlamentare del Pd Piero Martino. "Il tono minaccioso con cui il presidente del Consiglio segnalava ai direttori dei giornali e dei telegiornali la propria preoccupazione ma soprattutto la propria indignazione - si è chiesto il deputato democratico - sarà forse all'ordine del giorno dell'incontro che avrà con il ministro dell'Interno Maroni?". "Oltre a prendere le contromisure adatte a bloccare le manifestazioni degli studenti, degli insegnanti e del corpo non docente della scuola - ha proseguito - Berlusconi invierà le forze dell'ordine anche nelle redazioni per verificare che il suo verbo venga amplificato come lui gradisce?". Università, non è ancora finita. Deciso a non fare marcia indietro anche il ministro Gelmini, che ha annunciato di voler anzi intervenire in maniera ancora più decisa sulle università. "Bisognerà voltare pagina e fare autocritica" , dice, senza "difendere lo status quo". "Siamo disposti a confrontarci e dialogare - prosegue - ma la situazione attuale porterebbe al collasso" perciò "bisogna cambiare".


(22 ottobre 2008)

Ottobre: scioperare per reagire alla sopraffazione

Ottobre: scioperare per reagire alla sopraffazione

Dalle mobilitazioni dei lavoratori una speranza di dissenso

Violento, profondo e ramificato è l'attacco alle condizioni di vita e di lavoro in Italia. Ai provvedimenti presi dal governo di destra durante l'estate e in questo inizio d'autunno si aggiungono le minacciose ombre della revisione delle regole della contrattazione ed i miasmi della peste finanziaria che - se ora attacca i risparmi ed i piccoli investimenti dei lavoratori (compresi i fondi pensione) - molto presto potrebbe colpire il tessuto produttivo, in seguito ad una caduta della domanda con conseguenze sulla produzione, sull'occupazione e sui salari.
Nella priorità dello Stato italiano non vi è alcuna traccia di un sostegno ai salari ed agli stipendi, alle pensioni ed ai servizi sociali, mentre al primo posto vi si trova il sostegno alle imprese, al sistema bancario ed assicurativo, tramite un rastrellamento di risorse pubbliche e private (dei lavoratori) che sottrae ricchezza, posti di lavoro, sicurezza sociale e fiducia a milioni di lavoratori e li costringe ad un indebitamento a vita per garantirsi (forse) una casa, un futuro per i figli, un sollievo per la vecchiaia.
I lavoratori sono mortificati nella dignità di un lavoro che ti sfrutta o ti uccide, sono immiseriti nelle ristrettezze di un salario da mero sostentamento, sono sorpresi dalla distruzione delle conquiste sociali nei campi dell'istruzione, della sanità, dell'assistenza, della previdenza, dei trasporti e della loro privatizzazione, sono spiazzati dalle aggressioni a diritti e libertà costitutivi del mondo del lavoro portate avanti dal governo e che avvengono di fatto nelle aziende con atti repressivi da fascismo aziendale, i lavoratori sono interdetti di fronte alle scelte conniventi e collusive col governo di certe organizzazioni sindacali.
Eppure stanno già cercando di reagire: dai tempestivi scioperi nella scuola di CUB ed Unicobas allo sciopero generale intercategoriale del 17 ottobre di SdL-CUB-Confederazione Cobas, dal tardivo ma inevitabile sciopero del 30 ottobre contro i tagli nella scuola pubblica al netto rifiuto della CGIL di trattare sul diktat anti-operaio di Confindustria sulla contrattazione, dalle mobilitazioni per la sicurezza sul lavoro nei trasporti a quelle nel pubblico impiego, si cerca di reagire al contesto di sopraffazione delle coscienze e dei diritti ed al clima di paura deliberatamente creato al fine di disunire e di demoralizzare i lavoratori e le lavoratrici, di impedire qualsiasi tentativo di riorganizzazione nei luoghi di lavoro, di reprimere qualsiasi risposta dal basso alle violenze dello sfruttamento e della precarietà, di spingere verso una nuova sciagurata stagione dei sacrifici.

La Federazione dei Comunisti Anarchici sostiene perciò le mobilitazioni sindacali per :

la difesa dei salari tramite aumenti frutto di una contrattazione nazionale riunificata per settori (industria, commercio, pubblico...);

aumenti sganciati dalla produttività e dallo straordinario a livello di azienda;

la difesa della scuola della repubblica e del diritto allo studio senza discriminazioni di classe, di abilità e di provenienza;

la difesa delle pensioni e la gratuità dei servizi sociali;

la sicurezza sul lavoro affidata al controllo diretto dei lavoratori;

la assunzione a tempo indeterminato per tutti i lavoratori precari e in nero, italiani e nuovi cittadini;

una società liberata dallo sfruttamento e dalla miseria, dai profitti e dalle speculazioni, dall'avidità del capitalismo e dall'autoritarismo degli Stati;

una società fondata sulla solidarietà e sul mutuo appoggio, sulla libertà e sull'autogestione della vita e del lavoro.

Commissione Sindacale FEDERAZIONE DEI COMUNISTI ANARCHICI
13 ottobre 2008

ANARCHICI CONTRO IL MURO

Palestina-Israele, Gli Anarchici contro il Muro e la lotta unitaria contro il muro della separazione
by Ilan S - AAtW ainfos Sabato, 7 giugno 2008, 9:36pm
address: Tel Aviv
mashriq / arabia / iraq / community struggles / news report

Bil'in, Um Salmuna, Ni'ilin, Kafin, eTel Aviv

Questa settimana abbiamo partecipato alle lotte a Bil'in, Um Salmuna, Ni'ilin, Kafin, e a Tel Aviv. A Bil'in durante la settimana le iniziative hanno riguardato soprattutto l'avanposto sulle terre del villaggio ad ovest del muro, la terza conferenza internazionale e la 127^ manifestazione del venerdì. A Ni'ilin manifestazioni la domenica 1 giugno, il mercoledì ed il venerdì. A Um Salmuna solita manifestazione del venerdì A Kafin cerimonia di apertura della tenda di protesta contro il rifiuto di permettere l'accesso dei palestinesi alle loro terre dall'altra parte del muro. A Tel Aviv, sabato 8 giugno, presidio di massa contro l'occupazione e manifestazione per il 41° della Nacsa del 1947.

BIL'IN

Le forze di stato ed i coloni hanno insidiato il presidio palestinese nell'avanposto costruito ad ovest della strada del muro durante la lotta contro il furto della terra. Di tanto in tanto ci sono stati sconfinamenti sulle terre che appartengono agli abitanti di Bil'in. Gli Anarchici Contro Il Muro hanno contribuito a mantenere il presidio ed a minimizzare le provocazioni contro i palestinesi ed a rimpiazzarli nel momento del cambio.

Questa settimana, abbiamo partecipato a Bil'in alla Terza Conferenza Internazionale sulla Lotta popolare non-violenta, contemporaneamente alla vigilanza nell'avanposto sulle terre.

Nel corso della manifestazione del venerdì a cui hanno preso parte anche i partecipanti palestinesi e stranieri alla conferenza internazionale, ci sono state le solite aggressioni. Dopo l'animata marcia con canti e danze dal centro del paese alla strada de muro, ci siamo concentrati vicino al cancello ovest del muro. Come al solito, e senza alcuna provocazione, le forze di stato hanno iniziato a sparare gas lacrimogeni e proiettili di gomma.

In molti hanno sofferto e sono stati feriti dai gas lacrimogeni, sparati ad altezza d'uomo (cosa proibita dalla legge israeliana) - tra i feriti, Abdallah Abu Rakhme del comitato popolare del villaggio.

Ecco un resoconto stampa sulle violenze di stato:

"Esponente della Unione Europea ferita durante le proteste a Bil'in: la Vice Presidente del Parlamento Europeo Luisa Morgantini ferita dai gas lacrimogeni sparati dall'esercito israeliano... Incidente Diplomatico in Cisgiordania: la Vice Presidente del Parlamento Europeo Luisa Morgantini ed il premio Nobel irlandese per la Pace Laureate Mairead Corrigan-Maguire sono state ferite venerdì 6 giugno dopo essere state colpite da gas lacrimogeni durante la protesta contro il muro nel villaggio di Bil'in in Cisgiordania.
Poco dopo, il magistrato italiano Giulio Toscano ha ripotato ferite alla testa dopo essere stato colpito da una granata di gas lacimogeno. Il magistrato è stato poi ricoverato in ospedale a Ramallah.

Secondo i manifestanti sono dozzine i feriti dal lancio di gas lacrimogeni.

E fra questi anche i dirigenti palestinesi Jibril Rajoub ed il dottor Mustafa al-Barghouti.

L'esercito ha fatto sapere che erano solo in 70 i partecipanti alla manifestazione tra palestinesi ed attivisti di sinistra [in realtà alcune centinaia - I.S.] e che tiravano pietre contro i soldati, che sono ricorsi ai mezzi a loro disposizione per disperdere la folla. [Si tratta della solita bugia. Spesso le forze di stato iniziano a sparare dopo che i giovani lanciatori di pietre rispondono alle loro provocazioni. Tuttavia, questo venerdì- come molti altri in passato, le forze di stato non hanno avuto la pazienza di aspettare il lancio di pietre da parte dei giovani ed hanno iniziato un massiccio lancio di gas senza aver subito alcuna sfida iniziale.- I.S.].

Per quanto riguarda le condizioni della Morgantini, l'esercito israeliano ha detto che "coloro i quali prendono parte a proteste che violano i confini delle aree militari non dovrebbero sorprendersi se l'esercito isreliano risponde con il lancio di gas."


Uno degli organizzatori della protesta, Yonatan Pollak ha dichiarato che l'esercito ha sparato "una quantità pazzesca" di gas lacrimogeni, "al ritmo di 30-40 per lancio"

[S tratta di una nuova arma automatica predisposta per essere usata nella Striscia di Gaza e intanto sperimentata a Bil'in ed a Ni'ilin - I. S.]

L'esercito israeliano si duole del fatto che "ogni settimana che passa aumenta il numero delle forze di sicurezza necessarie a tenere a bada i facinorosi israeliani che recano costantemente disturbo alla quiete pubblica "

Ed inoltre che le manifestazioni settimanali costringono l'esercito a spostare truppe che sarebbero necessarie invece in compiti di anti-terrorismo e di difesa.

[Per necessità di pubbliche relazioni, i portavoce dello Stato Israeliano dichiarano che sono gli Anarchici Contro il Muro a sobillare i palestinesi nelle azioni di protesta. La verità è che la nostra presenza è soprattutto necessaria per impedire l'uso di proiettili letali da parte delle forze di stato contro i manifestanti palestinesi... dal momento che è fatto divieto ai soldati israeliani di usare proiettili letali quando ci sono manfestanti israeliani - I. S.]

Questa settimana, come fanno ogni tanto, le guardie di confine hanno cercato invano di bloccare gli anarchici contro il muro diretti a Bil'in.

Video clip sulla manifestazione del 30-5-08 a Bil'in http://www.youtube.com/watch?v=mIqKZqykskc
Video della manifestazione del venerdì 6-6-08 a Bil'in su http://www.youtube.com/watch?v=23ul33taRtY
video della terza conferenza annuale a Bilin
http://www.youtube.com/watch?v=MKcSnysC0O8

NI'ILIN

Uno degli appelli diceva:
"Manifestazioni a Ni'ilin anche questa settimana a cominciare dalla domenica 1 giugno. Inviate SMS o telefonate al 054xxxx se pensate di venire. Tenete a mente manifestazioni anche martedì 3 e giovedì 5 giugno"

una testimonianza:

"Cat: "Ciao, la manifestaione di oggi a Ni'ilin è stta forte e numerosa. In quasi 4 ore siamo stati capaci di smantellare parti del muro per tre volte e per circa 15 minuti. 23 persone sono state ferite, 4 di loro in modo abbastanza grave da essere ricoverati in ospedale.


Ci sarà un'altra manifestazione martedì in cui gli abitanti cercheranno di bloccare i bulldozer e di smantellare il costruito."

Un'altra testimonianza:
"D.: " Muhammad A. ad io siamo stati gassati ieri. Mentre eravamo riparati dietro il grande tronco di un ulivo abbiamo conversato in ebraico. Lui di quasi 40 anni, lavorava in Israele fino a 10 anni fa. La sua famiglia è stata espulsa da Jaffa nel 1948. Suo padre era un commerciante e con i suoi risparmi aveva comprato pezzi di terra intorno alla nuova casa a Ni'lin. Oggi, tre famiglie israeliane abitano quella che era la sua casa a Jaffa, vicino alla torre dell'orologio.
La grande famiglia di Muhammad possedeva circa 800 acri di terra (compresi appezzamenti nella zona ora famosa di Bil'in). I coloni ebrei hanno costruito proprio su gran parte delle sue proprietà. Gli ultimi 75 acri della famiglia di Muhammad stanno ora scomparendo sotto i suoi occhi, preda dell'insediaemento illegale di Hashmonaim. L'unico risarcimento che riceve sono i prodotti della semina dei coloni di stato israeliani."

Foto: https://israel.indymedia.org/newswire/display/9136/index.php comprese foto di Meged Gozani / Activestills.org

Palestina: Mobilitazione quotidiana per smantellare le costruzioni a Ni'ilin Lunedì, 2 giugno 2008
"Nelle ultime due settimane, una mobilitazione quasi giornaliera ha coinvolto il villaggio di Ni'ilin, dove è iniziata la costruzione del muro. Questo video mostra la manifestazione di martedì 3 giugno, in cui gli abitanti ed i sostenitori hanno cercato di bloccare i bulldozer andando incontro alla violenza delle forze militari che hanno usato granate assordanti, gas lacrimogeni e proiettili di gomma, oltre a calci e pugni. Dodici sono i feriti e due gli arrestati, un palestinese ed un israeliano.

Venerdì manifestazione relativamente tranquilla. Cantieri fermi ma ugualmente lancio massiccio di gas da parte dell'esercito, per fortuna senza feriti.

Domenica 1 giugno, sciopero generale nel villaggio, con oltre 300 persone pronte a fermare i bulldozer. I manifestanti sono stati affrontati da un grosso contingente di soldati che hanno lanciato una pioggia di gas, granate assordanti e proiettili di gomma. Eppure i manifestanti sono riusciti a raggiungere i bulldozer ed a smantellare il costruito per ben tre volte nel corso della giornata. 23 sono i feriti curati nell'infermeria del villaggio, ma 4 di loro sono stati ricoverati in ospedale per ferite gravi.

[Gli Anarchici Contro I Muro che erano lì alla manifestazione sono riusciti ad evitare le forze di stato israeliane. Quando siamo arrvati al villaggio, i soldati hanno dovuto retrocedere, perciò abbiamo potuto partecipare alla manifestazione senza la loro interferenza. I. S.]

In questa zona il muro dovrebbe incidere su circa 2,500 dunams (approssimativamente. 620 acri, 250 ettari), praticamente annettendoli all'insediamento dei coloni lì vicino. La strada del muro sulle terre del villaggio è stata pianificata per consentire, tra le altre cose, la piantagione di vigneti per gli adiacenti insediamenti coloniali.

Manifestazioni e tentativi di bloccare la costruzione in programma anche martedì 2 giugno ed in futuro.

"oggi l'esercito ha espiantato alcuni ulivi, una delegazione di proprietari del villaggio si è precipitata sulle terre ed ha biasimato i soldati. La cosa si potrebbe ripetere, manifestazione mercoledì 4 giugno."

A questa manifestazione abbiamo partecipato. Vedi video sotto.

Venerdì 6 giugno, dopo la manifestazione a Bil'in ed Um Salmuna, gli attivisti di Anarchici Contro Il Muro si sono uniti alla speciale "orchestra del rumore per il benvenuto del sabato" per il vicino insediamento coloniale di Hashmonaim (costruito sulle terre rubate nel passato al villaggio di Ni'ilin). Il muro della separazione viene spacciato come necessario per la sicurezza di Israele, ma in realtà serve all'espansione terriera israeliana sui possedimenti di Ni'ilin.

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manifestazione a Ni'lin del 29-5-08 http://www.youtube.com/watch?v=9ht0ecKZ0-0
manifestazione a Ni'lin dell'1-6-08 http://www.youtube.com/watch?v=6H-etRbeMu8
manifestazione a Ni'lin del 4-6-08 http://www.youtube.com/watch?v=mfhHkilQC44


KAFIN

"Giovedì 5 giugno manifestazione a Kafin ed apertura di un camping di protesta. Siamo invitati come Anarchici contro il muro, teniamoci in contatto. I."


Vicino al villaggio di Kafin nella Cisgiordania settentrionale, il muro è stato eretto diversi anni fa, separando il villaggio dalle sue terre, nonostante le proteste dei palestinesi e degli israeliani del Kibbutz Metzer, collocato dall'altra parte del muro, che da anni avevano ottimi rapporti con la gente di Kafin.

Oggi, gli abitanti di Kafin possono attraversare il muro due volte alla settimana per andare sulle terre, ma non è sufficiente per fare per bene i necessari lavori agricoli. Alcuni giorni fa hanno assistito inermi all'incendio di molti ulivi senza poter intervenire (e non è la prima volta che ciò accade)

Giovedì 5 giugno, anniversario dell'occupazione, gli abitanti di Kafin hanno tirato su una tenda di protesta nei pressi del muro, chiedendo modestamente che il transito sia consentito ogni giorno per seguire i necessari lavori agricoli, invece di 2 giorni alla settimana. La tenda starà lì finchè sarà necessario.

Il sindaco di Kafin, Sa'id Karashi, ha chiamato me ed altri attivisti pacifisti e contro l'occupazione per partecipare come israeliani al presidio alla tenda. Cerchiamo di esserci!

Per la trasferta chiamare Ilan Shalif degli Anarchists Against Walls at 03-xxxxx.
e Gush Shalom"

Il giorno prima dell'azione, Buma, un membro del Kibbutz Metzer, ci ha contattato per chiederci di venir meno alla nostra promessa di solidarietà, poichè la nostra presenza avrebbe danneggiato il villaggio, cosa che sarebbe condivisa anche da una autorità del villaggio...

Non curandoci di ciò e su indicazione degli attivisti del villaggio, un gruppo degli Anarchici Contro i Muro e di rappreentanti di Gush Shalom si è presentato a Kafin.

Abbiamo partecipato alla marcia dal villaggio fino alla tenda dove le autorità del villaggio tenevano dei comizi.
Ci ha fatto molto piacere sentire discorsi che onoravano la lotta unitaria di Bil'in, Um Salmuna, e Ni'ilin, perchè sono uno stimolo all'allargamento della lotta unitaria contro il muro e contro l'occupazione.

SABATO 7 GIUGNO

A Tel Aviv, la coalizione radicale a cui aderiscono gli Anarchici Contro Il Muro, ha organizzato il 41^ anniversario della Nacsa - la guerra di occupazione del 1967.

Il blocco anarchico comprendeva i ciclisti del critical mass contro l'occupazione che apriva la manifestazione, il circolo dei tamburi, le nostre bandiere ed i nostri striscioni.

Abbiamo poi partecipato ai dibattiti successivi alla manifestazione, soprattutto a quello in cui si parlava di iniziative di boicottaggio, disinvestimento e sanzioni contro Israele con la partecipazione dei palestinesi.

Ilan Shalif (AATW)

http://ilanisagainstwalls.blogspot.com/

(traduzione a cura di FdCA-Ufficio Relazioni Internazionali)

ATTACCO ALLA FIOM

Primo: accelerare! Secondo: fare fuori il dissenso!

L'attacco alla FIOM è pesante e degno della peggior logica stalinista. Finora è stato lanciato su due fronti:
gli accordi separati in alcuni stabilimenti Fiat ( e non è finita);
la sospensione del gruppo dirigente FIOM di Milano (colpevoli di aver permesso l'intervento di un operaio ex-CGIL ad un attivo di iscritti un anno fa), due ore prima del Comitato Direttivo Nazionale.

La discussione al direttivo CGIL era sul documento unitario, che è stato approvato a maggioranza (105 favorevoli). Hanno votato contro FIOM e le due aree tematiche della Rete 28 Aprile e Lavoro e Società (25 voti).

I metalmeccanici, l'unica categoria che può creare problemi, quelli tacciati di essere "i professionisti del no", va "normalizzata" perché la posta in gioco è alta e, dato che puntare al bersaglio grosso risulta non praticabile, si procede per linee esterne.

Il documento approvato sulle linee di riforma della struttura della contrattazione aggiunge a quello già conosciuto, il capitolo su democrazia e rappresentanza (sic!).

Si punta a rafforzare la contrattazione di secondo livello - incentrata sul salario per obiettivi rispetto a parametri di produttività, qualità, redditività ed efficienza - affidando il mantenimento del potere d'acquisto delle retribuzioni al contratto nazionale, sulla base del recupero della "inflazione realisticamente prevedibile".

Il nuovo capitolo sulla rappresentanza e la democrazia, chiesto a gran voce dalla CGIL, prevede che la rappresentatività di un sindacato sarebbe affidata per via negoziale (e non legislativa) ad un mix di criteri considerando il numero degli iscritti e i voti delle elezioni della Rsu.

Sul modello di quanto avviene nel pubblico impiego - dove sono ammesse alla contrattazione le sigle che superano la soglia minima del 5%, calcolata come media fra il numero degli iscritti e il numero dei voti alle elezioni delle Rsu - ogni categoria potrebbe fissare il proprio tetto di sbarramento. Il tutto certificato da un ente come il Cnel.

La piattaforma prevede anche la riduzione numerica degli attuali 400 contratti nazionali che saranno accorpati per aree omogenee, la trasformazione della durata - dall'attuale biennio economico e quadriennio normativo ad un triennio economico-normativo - con sanzioni in caso di mancato rispetto delle scadenze contrattuali.

CGIL, CISL e UIL chiedono un sostegno alla diffusione della contrattazione di secondo livello "sia per via contrattuale che di incentivazione". E propongono che i contratti nazionali prevedano, in alternativa la sede aziendale o territoriale (in tutte le sue forme, regionale, provinciale, settoriali, di filiera, di comparto).

Dunque, la posta in gioco è alta in quanto le due "destre"che dichiarano costituente la nuova legislatura hanno convergenze forti sulla ristrutturazione politica/istituzionale del paese e visione comune sul mondo del lavoro.

Il documento unitario CGIL-CISL-UIL si pone su questo terreno, modificando la natura stessa del sindacato, seguendo le ristrutturazioni in atto sul terreno industriale/finanziario, frutto dello "stato" della mondializzazione. L'ordine è stato eseguito: in primis non aumentare il potere d'acquisto dei salari e delle pensioni.

Il documento dovrà essere mediato e condiviso dalla Confindustria e dal ministro del lavoro, tal Sacconi, da sempre uomo di questa.

Gli unici non interpellati e all'oscuro di tutto sono le lavoratrici/ori che una volta concordato il testo tra le "parti sociali", verranno chiamati in causa con un pronunciamento. Non si può certo definire questa una trattativa.

Occorre mobilitarsi nei posti di lavoro e dal basso nelle camere del lavoro per denunciare e contrastare il disegno politico restauratore che potrebbe passare con questo documento e che non prevede nessuna forma di opposizione sindacale, nessuna forma di dissenso e di alternativa.

Commissione Sindacale
FEDERAZIONE DEI COMUNISTI ANARCHICI
10 maggio 2008

http://www.fdca.it/
http://fdca-palermo.blogspot.com/
http://nissoriacomunistaanarchica.blogspot.com/

Contro la mafia lo stato il capitale: azione diretta!

La mattina del 9 maggio 1978 l’Italia si sveglia con due gravi fatti: il ritrovamento a Roma del cadavere di Aldo Moro e quello che i giornali descrissero subito come il “suicidio terroristico” di Peppino Impastato a Cinisi sui binari della ferrovia Palermo-Trapani.

Con una strana coincidenza, si volle subito criminalizzare la morte di Impastato descrivendola come l’involontario suicidio di un “terrorista rosso” che fatalmente – proprio quel giorno – decideva di abbandonare la sua prassi di lotta al sistema per commettere un attentato dinamitardo.

L’evoluzione delle indagini e la successiva sentenza finale, emessa significativamente dopo 20 anni, hanno poi confermato quello che è stato sempre sostenuto da chi lo conosceva e dai suoi compagni di lotta: Impastato è stato ucciso dalla mafia.

Le modalità con cui l’assassinio di Impastato venne abilmente camuffato, la coincidenza temporale con il ritrovamento del corpo di Moro e le coperture istituzionali che a tutti i livelli hanno ostacolato la ricerca della verità su entrambi gli episodi, sono tutti attrezzi del mestiere che lo stato ha sempre utilizzato per portare a compimento le sue strategie di dominio. Nella prassi del potere politico, garante ed espressione del sistema economico capitalistico, la mafia ha sempre avuto un ruolo assolutamente organico alle istituzioni: una compenetrazione grazie alla quale la Sicilia è ancora oggi terra di conquista del potere, ostaggio del ricatto e del terrorismo mafioso.

La lotta alla mafia espressa da Impastato era la lotta di un militante comunista ed era concretamente proiettata al cambiamento sociale. Niente a che vedere con il ritualismo legalitario con cui oggi si tende a riscrivere la storia della Sicilia e di chi ha lottato contro la mafia autonomamente. La legalità in quanto tale è un simulacro vuoto su cui non si può e non si deve appiattire l’azione antimafia perché la legge dello stato è sempre frutto dei rapporti di forza tra le classi e, dunque, esprime gli interessi di chi detiene il potere politico ed economico. Ecco perché mafia e stato sono facce di una stessa medaglia, e tutti quelli che sono stati ammazzati dalla mafia sono sempre stati ammazzati prima dalla politica e dall’isolamento in cui le istituzioni li hanno strumentalmente lasciati.

Oggi siamo qui non solo per riaffermare la nostra solidarietà a Peppino Impastato, ma per rilanciare la mobilitazione contro l’assedio della mafia e dello stato, contro la deriva autoritaria e fascista che si respira in questo paese e per riaffermare che solo attraverso la ripresa della lotta di classe, il rilancio della gestione dal basso delle lotte, la valorizzazione della azione diretta, sarà possibile respingere l’offensiva del potere e far rinascere quella coscienza collettiva ispirata alla solidarietà, alla liberta, all’uguaglianza.


Federazione dei Comunisti Anarchici – Sicilia

Nucleo “Giustizia e Libertà” della Federazione Anarchica Siciliana








comunicato internazionale comunista anarchico congiunto FdCA/WSM/ZACF

1 maggio 2008

Per un nuovo movimento internazionale degli sfruttati
Contro il neoliberismo, contro la guerra, contro la fame e la miseria
Per la pace, per il cibo e la casa per tutti, per il lavoro sicuro e protetto
Per l'alternativa libertaria!

LEGGI TUTTO IL DOCUMENTO
Da sempre in prima fila nella lotta antifascista, gli anarchici durante la Resistenza contribuirono in maniera determinante alla sconfitta del fascismo e del nazismo, anche se certa storiografia ha tentato di nascondere per anni quelle pagine di sentita azione libertaria.
Questo 25 aprile, noi Comunisti-Anarchici aderiamo alla manifestazione di Trapani per riproporre alla memoria di tutti il contributo dato dalle anarchiche e dagli anarchici alla lotta di Liberazione e per rinnovare il nostro profondo impegno nella lotta di classe per la Libertà
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FdCA Sicilia

LEGGI L'APPELLO dei promotori
< 25 aprile - giustizia e libertà! >

Per info e adesioni:
coordinamentoperlapace@yahoo.it

volantino FAS-FdCA-FAI < Leggilo tutto >

PERCHE UNA FEDERAZIONE DEI COMUNISTI ANARCHICI


L'anarchismo si viene definendo come comunismo antiautoritario nel periodo della I Internazionale, durante il quale Bakunin e la maggioranza delle sezioni aderenti all'organizzazione gettano le basi della teoria comunista anarchica che si caratterizza per il dualismo organizzativo - ruolo delle masse come unici soggetti rivoluzionari, ruolo delle minoranze coscienti come "timonieri invisibili" inseriti nell'organizzazione di massa. Nella visione bakuninista l'Associazione Internazionale dei Lavoratori è l'organizzazione di massa e l'Alleanza della democrazia socialista è l'organizzazione delle "minoranze coscienti". Ancora per Bakunin l'anarchia è vista come utopica gestione della società comunista egualitaria e libertaria da raggiungere. Così descriveva Cafiero il carattere spiccatamente comunista dell'anarchismo :"non è tutto affermare che il comunismo è una cosa possibile; possiamo affermare che è necessario. Non solo si può essere comunisti; bisogna esserlo, a rischio di fallire lo scopo della rivoluzione (...) una volta ci dicevamo 'collettivisti' per distinguerci dagli individualisti e dai comunisti autoritari, ma in fondo eravamo semplicemente comunisti antiuautoritari, e, dicendoci 'collettivisti' pensavamo di esprimere in questo modo la nostra idea che tutto dev'essere messo in comune, senza fare differenze tra gli strumenti e i materiali di lavoro e i prodotti del lavoro collettivo (...) Non si può essere anarchici senza essere comunisti (...) Dobbiamo essere comunisti, perché nel comunismo realizzeremo la vera uguaglianza. Dobbiamo essere comunisti perché il popolo, che non afferra i sofismi collettivisti, capisce perfettamente il comunismo. (...) Dobbiamo essere comunisti, perché siamo anarchici, perché l'anarchia e i1 comunismo sono i due termini necessari della rivoluzione " (1) . Se l'anarchismo nasce decisamente comunista, è pur vero che le persecuzioni messe in atto contro la I Internazionale da parte dei governi dell'epoca portano a delle deviazioni rispetto alla teoria bakuninista, deviazioni che lasceranno il segno nella storia del movimento anarchico, soprattutto italiano. Accanto alla "propaganda col fatto" che fu un tentativo di spingere le masse all'insurrezione, - di fatto sostituendosi ad esse - si fa' strada e trae alimento da questa, la corrente antiorganizzatrice che ha le sue basi nella teorizzazione di Kropotkin. Nella teoria kropotkiniana - anarcocomunista -, infatti, il fine dell'azione rivoluzionaria è sempre la società in cui "ognuno dà secondo le sue capacità, ognuno riceve secondo i suoi bisogni", cioè il comunismo. Ma questo comunismo è visto come uno stato armonico naturale a cui l'umanità tenderebbe inevitabilmente sotto due spinte parallele: la natura intrinsecamente solidale dell'uomo, la concezione dell'originaria bontà dell'animo umano porta a privilegiare qualsiasi forma di spontaneità. Il progresso scientifico poi, che sotto il dominio capitalistico è volto ad allontanare l'uomo dalla natura, una volta liberato dal dominio del capitale, avrebbe dovuto essere potente fattore per la formazione di un uomo nuovo, cosciente ed in armonia con la natura. Secondo la concezione kropotkiniana, essendo il comunismo lo sbocco inevitabile della storia umana, se ad esso si arriva spontaneamente sotto la spinta di fattori ineluttabili, quali l'indole stessa degli uomini e le leggi che governano la natura, non occorre disporre di una strategia politica. Anzi, per Kropotkin ed i suoi epigoni, è da rifiutare qualsiasi forma di organizzazione sia politica che sindacale, in quanto entrambe sono forme di canalizzazione della spontaneità, intrinsecamente buona e tendente automaticamente al comunismo. L'organizzazione per gli anarcocomunisti kropotkiniani è "una cosa borghese" che comprimendo la spontaneità allontana dallo sbocco finale dell'evoluzione e impedisce il dispiegarsi della bontà della natura umana e della sua tendenza ad una positiva autorganizzazione. Poiché quello che conta è la purezza della dottrina nella sua visione armonica del mondo, e cioè il fine da raggiungere visto come buono per l'uomo, la lotta di classe è al più uno strumento per il raggiungimento dello scopo finale. L'anarcocomunismo si allontana in questo modo dal filone storico del comunismo anarchico inteso come teoria dell'emancipazione delle classi subalterne e quindi legato indissolubilmente alla lotta di classe, per divenire una teoria valida per tutti gli uomini. Ciò porta al rifiuto della lotta di classe, vista come limitativa di una teoria valida per sempre, che fa leva solo sull'aspirazione eterna di ogni essere umano alla propria libertà; si pone l'accento solo sul rapporto di "potere" e non sul rapporto di sfruttamento. D'altra parte chi individua nella lotta di classe solo uno strumento utile all'emancipazione dell'umanità, rimane deluso dalla lentezza e discontinuità con cui il movimento operaio risponde al richiamo della giustizia sociale, per il suo bisogno costante di ottenere giorno per giorno condizioni di vita migliori all'interno di questa società. Nasce così negli anarcocomunisti di questa tendenza una profonda sfiducia nelle masse, inevitabilmente riformiste, affette da economicismo ed incapaci di prospettive più ampie. Da queste premesse discendono due comportamenti politici, che spesso si confondono e convivono, ma comunque rappresentano una degenerazione dai principi del comunismo anarchico. Nel primo caso l'unico risultato è quello di una propaganda ideologica indiscriminata, volta a conquistare nuovi adepti alla teoria: una sorta di educazionismo in cui si aspetta che gli altri capiscano l'intrinseca bellezza dell'ideale. Nel secondo caso l'azione dei rivoluzionari si sostituisce a quella delle masse, nella convinzione, da una parte che l'atto eroico farà da scintilla all'insurrezione spontanea, dall'altra che qualsiasi azione, pur se priva di inquadramento strategico, in quanto coerente con i fini e con la coscienza del rivoluzionario, sia una tappa verso il comunismo armonico. Se la rivoluzione deve essere armata e distruggere lo Stato, inteso come centro di oppressione, occorre che i rivoluzionari, per adeguare i mezzi ai fini, subito, fin dall'oggi, pratichino in concreto la lotta armata contro lo Stato. Ecco così che questa componente dell'anarchismo è storicamente disponibile a pratiche avventuristiche che non escludono a priori il terrorismo e a legarsi con i propagandisti dell'azione individuale. Costoro, infatti, non devono rispondere a nessun tipo di organizzazione di massa, non hanno da inserire - come devono fare i comunisti anarchici - la loro azione all'interno di un processo di crescita politica della classe operaia e dei suoi alleati volto alla riappropriazione della capacità di autogestione delle lotte e della società. Di fatto per gli anarcocomunisti basterebbe rompere i legami del potere perché spontaneamente si sviluppi questa capacità, perché essa sarebbe un dato intrinseco della natura umana e non frutto di una faticosa e lenta maturazione. Gli anarcocomunisti non hanno in definitiva che da rispondere alla propria coscienza. Partendo da queste premesse gli anarcocomunisti si fanno carico, in quanto rivoluzionari coscienti, di spezzare le catene dell'umanità, senza curarsi del processo di riappropriazione della conoscenza del processo produttivo da parte del proletariato, nella convinzione che la caduta dello Stato provocherà, senza nessuna preparazione precedente, l'avviarsi spontaneo dell'umanità liberata sulla via del comunismo. Se l'anarchismo dunque cadde alla fine del secolo scorso in un periodo di pratiche terroristiche, di isolamento, in molte nazioni esso ritroverà una base di massa attraverso l'anarcosindacalismo, l'azione cioè nelle organizzazioni operaie che lentamente riporterà l'anarchismo alle sue basi comuniste. Non è un caso che accanto a forti organizzazioni anarcosindacaliste ( l' U.G.T .in Francia, la FORA in Argentina, la CNT in Spagna, l'USI in Italia per citare le più conosciute), nei primi venti anni del nuovo secolo si affiancano organizzazioni decisamente comuniste anarchiche (come la Federation Communiste Revolutionnaire in Francia, la Federacion Anarquista Iberica in Spagna e la Unione dei Comunisti Anarchici d'Italia, poi UAI). * * * Definita la linea di demarcazione che ci separa dall'anarcocomunismo è opportuno mettere in evidenza gli elementi distintivi del comunismo anarchico che si sono mantenuti immutati fino ad oggi e che costituiscono la discriminante rispetto alle altre tendenze dell'anarchismo. Il comunismo anarchico nasce come risposta politica alla deviazione antiorganizzatrice dell'anarchismo. Il comunismo anarchico, riprendendo la teoria bakuninista, ha chiara la distinzione fra movimento politico di classe - la minoranza rivoluzionaria - e movimento economico di classe - organizzazione di massa. La prima organizza tutti i militanti dell'organizzazione di massa che si identificano nella medesima teoria, una stessa strategia politica ed un'articolata tattica omogenea. Compito di questa organizzazione è da una parte di essere depositaria della memoria di classe, e dall'altra di elaborare una strategia comune che permetta il collegamento fra le varie situazioni di lotta all'interno della classe, e che sia di stimolo e di guida.

Riprendendo Bakunin che si rivolge "Ai compagni d'Italia" (2) noi oggi diciamo: "... voi isolati, operando ciascuno di propria testa, sarete certamente impotenti; uniti, organizzando le vostre forze, per quanto esse siano scarse in sul principio, in una sola azione collettiva, ispirata al medesimo pensiero, dal medesimo scopo, dalla medesima posizione, voi sarete invincibili". L'organizzazione di massa è invece l'organizzazione che il proletariato si dà per la difesa dei suoi interessi; un'organizzazione quindi eterogenea, che ha come fine l'emancipazione della classe attraverso l'azione diretta, l'autogestione e che pratica questi metodi costantemente. Lo scopo dell'azione di massa realmente autonoma è l'espropriazione del capitale da parte dei lavoratori associati, la restituzione cioè ai produttori e per essi alle loro associazioni, di tutto ciò che ha prodotto il lavoro della classe operaia attraverso i secoli. Lo scopo immediato è di sviluppare sempre di più lo spirito di solidarietà fra gli operai e di resistenza contro gli oppressori, tenere esercitato il proletariato con la lotta continua nelle sue forme più diverse, conquistare oggi stesso tutto ciò che è possibile, strappare al capitalismo in libertà e benessere più che si può, per quanto poco esso sia. Per i comunisti anarchici l'organizzazione è dunque necessaria per le lotte nella società capitalista e contro di essa quale garanzia di uno sbocco rivoluzionario. E' evidente, dalla stessa definizione che il comunismo anarchico da del ruolo dell'organizzazione politica e dell'organizzazione di massa, che la funzione dell'organizzazione comunista anarchica è ben distante da quella leninista, in quanto l'organizzazione politica non è riconosciuta da nessuna istanza sancita all'interno dell'organizzazione di massa, non è e non deve essere una "dirigenza" riconosciuta ed istituzionalizzata che come tale deve imporre delle soluzioni e pretendere leninisticamente di rappresentare i " reali" interessi di classe; ma è solo un luogo di confronto e di elaborazione dei compagni politicamente omogenei che preparano e finalizzano l'intervento politico e le proposte alla loro analisi e alla loro ideologia, senza pretendere che essa venga accettata in virtù del confronto all'interno dell'organizzazione di massa. Anzi dal confronto dialettico all'interno dell'organizzazione di massa essi traggono indicazioni e effettuano una necessaria verifica delle loro analisi e della strategia politica dell'organizzazione. Un'ideologia, quella comunista anarchica, quindi, che assegna un ruolo ben preciso di "motore" del processo rivoluzionario all'organizzazione politica e conferisce il ruolo di agente rivoluzionario per intero alle masse. In questa concezione del ruolo dell'organizzazione si delinea la differenza prioritaria con i marxisti, da un lato, ma anche con tutte con tutte le deviazioni del comunismo anarchico.


Il Consiglio dei Delegati della Federazione dei Comunisti Anarchici


... ... ... 1) CAFIERO, C., Anarchia e comunismo. Riassunto del discorso pronunciato dal compagno Cafiero al Congresso della Federazione giurassiana, ora in DADA', A., L'anarchismo in Italia: fra movimento e partito, Milano,1984,p.187-190.



2) Questo documento pubblicato da Bakunin sotto forma di lettera a Celso Ceretti è stato ripubblicato su


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