1986 - 2011: VENTICINQUE ANNI DI ATTIVITA' DELLA F.d.C.A.

Compie 25 anni la Federazione dei Comunisti Anarchici, la più longeva e recente esperienza organizzativa e politica dei comunisti anarchici in Italia.
Sebbene gli sforzi per la costituzione di un'organizzazione politica dei comunisti anarchici inizino già alla metà degli anni '70 dello scorso secolo -attraverso la prima sperimentazione nazionale rappresentata dall'Organizzazione Rivoluzionaria Anarchica (ORA), successiva all'abbandono delle speranze di portare la Federazione Anarchica Italiana dell'epoca su posizioni nettamente di classe - quando erano diverse centinaia gli attivisti ed i militanti formatisi nella temperie di lotte di classe del decennio 1968-1977, soltanto nella prima metà degli anni '80 maturano le condizioni per l'aggregazione in un'organizzazione nazionale dei militanti comunisti anarchici più determinati e consapevoli della necessità di un simile approdo.
Se da un lato si tratta di una scelta che avviene quasi in controtendenza in una situazione calante del conflitto di classe e in una fase di profonda ristrutturazione capitalistica che va modificando tanto i rapporti di produzione quanto le relazioni sociali, dall'altro si tratta di una scelta resa necessaria proprio dall'esigenza di lettura della nuova fase capitalistica e della riorganizzazione delle forze di opposizione comuniste e libertarie per una ripresa delle lotte sociali.
Dopo un serrato percorso preliminare di confronto sul rispettivo bagaglio teorico, strategico e programmatico, giungono a convergenza due istanze complementari: quella dell'Unione dei Comunisti Anarchici della Toscana (UCAT), che abbina una rigorosa analisi materialistica delle condizioni materiali di sfruttamento e di dominio all'intervento dei comunisti anarchici radicato nel territorio e nelle organizzazioni di massa dei lavoratori; quello dell'ORA che abbina l'unità teorico-strategica dell'organizzazione al suo agire come soggetto politico autonomo e visibile nella società.
Nel 1985, si tiene a Cremona il Congresso di unificazione tra ORA ed UCAT. Sebbene l'unità teorico-strategica poggi su Tesi pre-esistenti, viene mantenuta la doppia sigla per un anno. La neonata organizzazione sceglie subito di confrontarsi con passaggi politici e culturali decisivi nella storia italiana, quali la battaglia sindacale contro la riduzione della scala mobile dei salari, la lotta ambientalista contro le centrali nucleari, la lotta anticlericale contro il nuovo Concordato e il sostegno politco-organizzativo dato al Meeting Anticlericale di Fano. Non esiterà ad entrare nell'agone politico, sostenendo sia il referendum per l'abrogazione della legge che tagliava la scala mobile, che quelle per la chiusura delle centrali nucleari. La sua presenza è circoscritta a Toscana, Puglia, Lombardia, Marche, veneto e Piemonte.
Nel 1986, si tiene sempre a Cremona il 2° Congresso in cui viene scelta la denominazione Federazione dei Comunisti Anarchici. Si tratta di un congresso di consolidamento organizzativo e di prime indicazioni tattiche sull'intervento sindacale, sull'intervento ambientalista e nel territorio, ma prende corpo anche l'orientamento analitico sull'evoluzione del capitalismo -già previsto in tendenza a-nazionale 10 anni prima- quale privo di una teoria di riferimento, essendosi già dimostrata insufficiente la scelta monetarista. Viene varata la rivista di politica e cultura Homo Sapiens, materiali della Sinistra Libertaria, rivolta all'area di movimenti ed organismi di base sul territorio di sensibilità antiautoritaria.
Nel 1992, si tiene a Livorno il 3° Congresso. Confluisce nella FdCA l'Organizzazione Comunista Libertaria di Livorno che porta con sé la rivista Comunismo Libertario. Si tratta di un momento espansivo della FdCA, che diviene presente anche nel Friuli.
La caduta dei regimi socialisti autoritari dell'est europeo implica un nuovo sguardo nell'analisi del capitalismo internazionale, di cui viene verificata la tendenza già ipotizzata nel 1976 ad una strategia di movimento dei flussi finanziari e delle merci senza orario e senza bandiera.
Il 3° Congresso sottopone anche a rigorosa verifica l'intervento sindacale tattico nella componente di classe interna alla CGIL e "apre" alle prime istanze di auto-organizzazione del sindacalismo di base (movimento dei comitati di base). Vengono messi in luce i primi interventi di modifica dei rapporti di produzione, compaiono i primi riferimenti analitici alla tendenza alla precarizzazione, alla flessibilità, allo sfruttamento dei migranti, alla necessità di aggregazioni autonome dei nuovi soggetti. Prende corpo una linea strategica sulla questione ambientale, che insiste sull'auto-organizzazione, alla luce della deriva politicista con la nascita di nuovi soggetti come i Verdi.
Nel 1994, si tiene a Firenze il 4° Congresso. Si tratta di un congresso di svolta, poiché si aggiorna lo sguardo sull'intervento sindacale e si sottopone ad analisi il mutamento istituzionale che avviene in Italia. I processi di "globalizzazione" sono già avvertiti e con essi quelli di deindustrializzazione e di declino del capitalismo di rischio. Ne discende una profonda critica alle scelte concertative del sindacato confederale italiano e quindi un rilancio della lotta salariale e per la democrazia sindacale, giocata sul ruolo degli attivisti anarchici nella CGIL e nei sindacati di base, ormai visti sempre più come spezzoni di classe organizzati. Netta è anche la scelta tattica di difesa delle parti della Costituzione nate dalla Resistenza di fronte agli attacchi ed ai tentativi di smantellamento sia formale che materiale dei diritti e delle libertà aggrediti dalla nuova destra che sorge in Italia nei primi anni '90. Viene rilanciato l'intervento nei movimenti sociali a cominciare dai migranti e dalle donne -entrambi spinti ai margini della società dal nuovo governo capitalistico della società- anche con una scelta di cooperazione con i centri sociali per gli aspetti che riguardano la formazione ed il mercato del lavoro.
Pochi mesi dopo, sempre nel 1994, si tiene a Firenze un congresso straordinario della FdCA in cui viene sconfitta una posizione tendente alla trasformazione della Federazione in un'organizzazione si sintesi, abolendo i principi di unità teorica e responsabilità collettiva, peculiari di un'organizzazione comunista anarchica. Il triste esito di questo congresso è l'abbandono di diversi militanti e la perdita della rivista Comunismo Libertario che segue la sorte della componente minoritaria. La maggioranza si trova di fronte una situazione in cui operare un forte ridimensionamento dei programmi della FdCA, come erano usciti dal 4° Congresso. Inizia una fase di ricostruzione e di lento ricambio generazionale.
Dopo tre anni di intenso dibattito pubblico e interno, si tiene a Firenze nel 1997, nei locali del Centro Popolare Autogestito, il 5° Congresso dedicato al Programma Minimo dei Comunisti Anarchici. Si tratta di uno sforzo analitico e propositivo che rilancia la FdCA come referente politico prima ed organizzativo poi per giovani e più maturi compagni che scoprono il comunismo anarchico e la FdCA quale casa ed approdo per una azione politica incisiva e concreta.
Le mozioni approvate dal 5° Congresso mettono in grado la FdCA di essere protagonista nelle lotte contro la cosiddetta "globalizzazione" e gli effetti che da essa derivano sulla condizione del lavoro e della società, contribuendo alla realizzazione delle Marce Europee contro la disoccupazione, la precarietà e l'emarginazione. Viene lanciato il giornale Alternativa Libertaria e successivamente nel 1998 iniziano le pubblicazioni della collana di opuscoli “Quaderni di Alternativa Libertaria”. Molto forte è l'iniziativa antimilitarista contro la guerra in Kossovo, altrettanto quella contro gli attacchi allo Statuto dei Lavoratori.
Nel 2001, la FdCA aderisce alla rete di Solidarietà Internazionale Libertaria, costituita da sindacati ed organizzazioni politiche "sorelle" in tutto il mondo, per progetti di sostegno alle lotte ed agli organismi popolari di base.
Nel 2004, si tiene a Cremona, nel Centro Sociale Kavarna, il 6° Congresso.
I sette anni precedenti hanno prodotto grandi cambiamenti e novità nella FdCA, che pur restando una piccola realtà nell'ambito della sinistra rivoluzionaria, registra una forte fase di espansione geografica e numerica. La nascita di un sito web della Federazione, il rilancio della propaganda, l'intensificarsi dell'azione politica sia nazionale che locale, portano all'organizzazione dei comunisti anarchici nuove e giovani forze. Si tratta di un congresso di Tattica Generale in cui come sempre le novità nell'analisi dell'evoluzione del capitalismo (strategia neuronale) s'intreccia con l'analisi e le proposte di intervento nei vari specifici, da quello sindacale a quello sociale.
A livello sindacale si consolida la nuova linea della costruzione del "sindacalismo conflittuale a prassi libertaria" quale metodo di azione e interazione degli attivisti sindacali anarchici e libertari; viene costruito un ambito di lavoro e di intervento dedicato alla "politiche ed etiche di genere". La FdCA si dota di una rivista di politica, cultura e arte denominata "Antipodi" e di un foglio telematico denominato "Alternativa Libertaria".
Nel 2005 la FdCA è tra le organizzazioni che lanciano il progetto politico comunista anarchico internazionale e multilingue del portale http://www.anarkismo.net/.
Nel 2006 si tiene sempre a Cremona, nel Centro Sociale Kavarna, il 7° Congresso.
E’ un congresso che si occupa di aggiornare le Tesi di Strategia di Fondo della FdCA, risalenti al lontano 1985. Viene rivisitata l’analisi del capitalismo internazionale e dell’imperialismo nell’era della globalizzazione, dagli USA alle UE, dalla ex-URSS alla Cina, alle potenze regionali emergenti. Vengono definite le tesi sullo Stato, sul suo ruolo storico, politico ed economico e sulla necessità di una sua liquidazione come obiettivo strategico della rivoluzione proletaria.
Nel 2007 la FdCA pubblica una nuova edizione della “Piattaforma Organizzativa dei Comunisti Anarchici” del 1926, scritta dal gruppo Delo Truda e corredata di altri testi coevi e non, curato da Nestor McNab.
Nel 2009, viene pubblicato il libro “Comunisti Anarchici, una questione di classe. Teoria e strategia della FdCA”, contenente la ristampa di un precedente lavoro teorico di Saverio Craparo più alcune Tesi di Teoria e Strategia di Fondo della FdCA, in un assemblaggio curato da Nestor McNab e Donato Romito.
Nel 2010 si tiene a Fano, in occasione dell’inaugurazione del Centro di Documentazione “Franco Salomone”, l’8° Congresso.
Il congresso viene celebrato nella nuova sede nazionale della FdCA, ma anche luogo destinato alla raccolta della memoria storica e politica del compianto militante savonese della FdCA, scomparso nel 2008, a cui il centro è intitolato, nonché dei movimenti ed organizzazioni comuniste anarchiche e libertarie dagli anni ’60 ad oggi. Il Congresso aggiorna la Strategia Politica della FdCA rispetto all’analisi del capitalismo negli anni di una delle sue crisi più profonde; approva documenti sul ruolo dei comunisti anarchici rispetto alla crisi della democrazia in Italia, rispetto all’intervento sindacale nel mondo del lavoro nel bel mezzo della crisi economica, rispetto ai movimenti ed alle lotte sul territorio, nell’università e per i beni comuni. In seguito alle dimissioni dei compagni della Toscana, si decide di terminare la pubblicazione della rivista “Antipodi”.
A tutt'oggi la FdCA è presente in Emilia, Friuli, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Puglia, Sicilia, Veneto, con presenze anche in Svizzera.
La cospicua mole di elaborazione teorica e politica prodotta in questi 25 anni è oggi disponibile sul sito multilingue della FdCA e contribuisce alla progettualità delle altre organizzazioni comuniste anarchiche nel mondo. La Federazione cura anche il sito www.archiviofrancosalomone.org
Nel 2010 e 2011 la FdCA partecipa alle due conferenze continentali delle organizzazioni europee aderenti al portale anarkismo.net allo scopo di trovare forme di coordinamento per un’azione comune, che vedono la partecipazione prima a Parigi nel 2010 e poi a Londra nel 2011 di ben sette organizzazioni. La conferenza di Londra costituisce il Coordinamento Europeo di Anarkismo (o EuroAnarkismo), parte del Coordinamento Internazionale di Anarkismo, che raggruppa circa 30 organizzazioni politiche di tutto il mondo.
Nel 2011 vengono pubblicati nella nuova collana del Centro di Documentazione Franco Salomone tre libri finalizzati ad arricchire la pubblicistica comunista anarchica ed a colmare vuoti nella storiografia del movimento anarchico italiano ed internazionale:
“Un rivoluzionario di ponente. Franco Salomone: le lotte di ieri l’alternativa di domani”, contenente la biografia e gli scritti di Salomone e delle organizzazioni in cui ha militato conservati presso il Centro a lui dedicato a Fano, in un assemblaggio curato da Roberto Meneghini e Donato Romito;
“Gli anarchici di Piazza Umberto. La sinistra libertaria a Bari negli anni ‘70”, una ricostruzione del giovane storico barese Luca Lapolla sulla base dei documenti conservati nell’archivio del Centro Salomone, delle fonti orali ed iconografiche;
“Manifesto del Comunismo libertario” del 1953, omaggio al suo autore Georges Fontenis, il militante comunista libertario francese scomparso nel 2010, corredato da testi sul movimento anarchico francese, curati da Nestor McNab.
Nel festeggiare i 25 anni di attività della FdCA, è doveroso ricordare e ringraziare tutti quei compagni e quelle compagne, quei gruppi e quelle organizzazioni che fin dalla fine degli anni '60 dello scorso secolo, in tutta Italia, hanno contributo a quel movimento ed a quel dibattito politico in cui la FdCA affonda le sue radici e di cui sta cercando di recuperare i contributi più significativi, per il loro valore storico e politico. Storie, elaborazioni, esperienze di lotta rappresentative degli sforzi di quella "meglio gioventù" che cercava di riportare il movimento anarchico organizzato al suo posto ed al suo ruolo propositivo e rivoluzionario nella società. Tra i lavoratori e le lavoratrici, nelle lotte, nella costruzione collettiva di un futuro di uguaglianza e libertà.
Oggi come ieri.
FdCA – Federazione dei Comunisti Anarchici
Cremona, 29-30 ottobre 2011

WWW.FdCA.IT

Non saranno né 300 parlamentari, né 300 incappucciati a fermare l'indignazione

A Roma, come in altre centinaia di città nel mondo, cinquecentomila uomini e donne hanno manifestato contro i piani della BCE, del FMI e della WTO con i quali si vogliono imporre i costi della crisi alle famiglie, ai lavoratori e alle lavoratrici, ai giovani e alle donne. Una moltitudine che ha detto no alla perdita dei diritti, per riconquistare spazio politico e sociale necessario alla modifica del presente. Tante persone che hanno voluto affermare l'insopprimibile bisogno di libertà e giustizia sociale che sta caratterizzando questa fase di indignazione collettiva.
Una manifestazione imponente nata dalla necessità di costruire una alternativa reale fuori dalle illusioni parlamentari e che nei fatti trova un grosso ostacolo negli atti distruttivi di un centinaio di incappucciati. Avvallando il prevedibile comportamento delle forze di stato che, rispondendo al solito teorema italico provocazione-reazione-repressione per eventi ad alta critica sociale con cariche e pestaggi, hanno reso impraticabile la piazza di arrivo della manifestazione, producendo il risultato - non scontato - di spaccare il corteo: una parte, con la FIOM in testa, verso Piazza Vittorio, dove dopo un breve comizio di Landini si scioglie e un altro pezzo al Circo Massimo. Mentre in Piazza S. Giovanni restano intrappolate qualche migliaio di persone dove lo scontro divampa in seguito alle cariche della polizia e alle manovre da guerra con le camionette blindate.
Noi non siamo abituati a dividere il movimento tra buoni e cattivi, ma sappiamo che ieri è stato offerto su un piatto d'argento l'occasione d'oro di costruire sulle poche macerie degli scontri e degli atti degli incappucciati un montaggio mediatico che ha di fatto messo in ombra la partecipazione straordinaria alla manifestazione con l'obiettivo di svuotare di significato una manifestazione importante, nata dal lavoro politico e sociale di migliaia di persone che tutti i giorni costruiscono momenti di lotta e di discussione, che formano reti ed assemblee per aumentare la presa di coscienza di lavoratori, di precari e di giovani da troppo tempo succubi dell'ideologia del dominio e strozzati dallo smantellamento dei diritti del lavoro.
Allo stesso tempo riteniamo però che la risposta sproporzionatamente misurata e voluta delle forze dell'ordine abbia provocato, successivamente agli isolati episodi degli incappucciati, l'esplosione della rabbia sociale di migliaia di giovani. Una rabbia ed una tensione sociale che scalza e disorienta tutte le rappresentanze politiche, una rabbia reale che attraversa la nostra società, alimentata dal feroce sfruttamento dei contratti precari e dalla disoccupazione crescente, dall'esclusione sociale e dall'arroganza politica del potere. Una rabbia che esplode a flussi alternati ed inopportuni ma che è reale. Fare finta che non ci sia o addossargli solo il riducente appellativo di "black bloc" non farà mai crescere e maturare politicamente nessun movimento antagonista.
Ma ogni pratica autoreferenziale che intende sostituirsi alla classe e al protagonismo delle masse non ci interessa. Così come respingiamo ogni sorta di avanguardismo condito con il mito della violenza e dell'infallibilità dell'individuo per la cecità politica, la miseria culturale e profondamente maschilista che esprime, prodotto inconsapevole del potere e dell'atomizzazione sociale ed impossibilitato ad essere parte del movimento rivoluzionario.
Le lotte di ogni giorno, e le rivoluzioni, non si nutrono né della mistica della violenza né dell'estetica dello scontro, ma della costruzione condivisa e di massa, in cui ciascuno ha il diritto di partecipare in maniera trasparente e consapevole, senza arrogarsi il diritto di imporre agli altri soggetti le proprie modalità di lotta. Invece è proprio nella costruzione di modalità di condivisone e di elaborazione collettiva che questo movimento, che già da oggi ha cominciato a riannodare i fili nelle assemblee cittadine a Roma e nei territori di appartenenza, ha i suoi punti di forza.
Federazione dei Comunisti Anarchici http://www.fdca.it/

16 ottobre 2011

80° Consiglio dei Delegati della FdCA

La nuova sindrome cinese: liberismo ed autoritarismo in salsa nostrana

Documento del Consiglio dei Delegati FdCA

La crisi finanziaria e la crisi di accumulazione che il capitalismo atlantico si trova ad affrontare si può far risalire, seppur schematicamente ad una crisi di sovrapproduzione di merci e di capitale........................................ .

Leggi tutto il documento in ---> www.fdca.it



PALERMO VERSO IL 15 OTTOBRE ED OLTRE


PALERMO VERSO IL 15 OTTOBRE ED OLTRE - Noi la crisi dei padroni non la paghiamo
si è costituita a Palermo l'assemblea permanente fra diverse realtà cittadine, sindacali, politiche, di base, autorganizzate, antagoniste e di lotta , per costruire un luogo di confronto orizzontale e partecipativo, offrendo la propria disponibilità a mettersi in gioco dentro una nuova stagione di conflitto e trasformazione dal basso. In primo luogo le diverse soggettività hanno condiviso l'esigenza di costruire un processo indipendente, senza deleghe, condividendo la necessita di costruire l'alternativa alla crisi del sistema capitalistico all'interno del conflitto. Il processo di aggregazione dal basso deve essere plurale e aperto, che cresca come luogo di confronto ed iniziativa, dentro il quale le soggettività consolidate si rendono disponibili a fare un passo in avanti ricercando nuovi spazi di protagonismo sociale e politico, di sperimentazione di linguaggi e di pratiche. Un processo che guarda lontano e si alimenta da subito delle tante iniziative di contestazione alla nuova manovra dettata dalla BCE che il governo Berlusconi ci sta imponendo con la complicità delle false opposizioni politiche e sindacali, che si nutre delle tante lotte sociali, da chi nei territori si batte per la difesa dei beni comuni, per l’accesso ai saperi, per i diritti dei lavoratori e lavoratrici, contro la precarietà e contro il razzismo e le discriminazioni.
In questo quadro la data della mobilitazione internazionale del 15 ottobre prossimo convocata dai movimenti europei e del mediterraneo è una occasione fondamentale che non potrà essere rinchiusa nei recinti angusti di nessuna rappresentanza.
Certamente la giornata importante del 15 ottobre è soltanto una tappa necessaria per la costruzione di un vasto movimento popolare d'opposizione che si ponga in modo inequivocabile in antitesi alle scelte economiche attuali con il chiaro obiettivo che “NOI LA CRISI NON LA PAGHIAMO, LA CRISI VE LA PAGATE VOI”. Questo vuol dire smascherare e agire contro i responsabili della crisi e i loro simboli, riconquistando la sovranità ed esercitando nuove forme di riappropriazione di reddito e di vita.
L’assemblea esprime massima solidarietà e fa propria:
• la lotta dei precari della scuola che si stanno mobilitando contro la politica folle dei tagli operati dalla Gelmini
• la lotta degli operai del Cantiere, della Fiat e delle altre aziende che la politica speculativa ha destinato alla chiusura
• la lotta degli addetti alla sanità “dismessi”, la lotta degli autoferrotranvieri per il diritto al salario
• la lotta per il diritto alla casa e per la difesa degli spazi sociali autogestiti.
L'assemblea decide di:
• dare vita a partire dalla giornata di Giovedì 22 a piazza Massimo a Palermo a presidi e manifestazioni contro la manovra finanziaria e per riprendere e rilanciare la piazza dell’indignazione e dell'incazzamento sociale, aderendo e facendo proprio il presidio/microfono aperto “democrazia di piazza” che si svolgera’ al teatro Massimo/Piazza Verdi Giovedì 22 alle 18;
• aderire e fare propria la manifestazione di sabato 24 settembre per gli spazi sociali e contro lo sgombero dello Studentato Occupato Anomalia;
• una settimana di lotta da costruire nei territori, nei luoghi di lavoro, nelle scuole, nelle università a partire dalla composizione delle lotte esistenti, dal 7 fino al 15 ottobre, con al centro appunto la parola d’ordine: IL DEBITO NON E’ NOSTRO – NON LO PAGHIAMO!
• costruire e Amplificare la mobilitazione del 15 ottobre, a partire dalle parole d’ordine e dai contenuti proposti dalle reti europee, che hanno promosso la mobilitazione Internazionale, definendo le modalità e le pratiche di una nostra partecipazione collettiva.
L’assemblea esprime inoltre la sua incondizionata solidarietà agli arrestati in VAL di SUSA e a Napoli


La sezione su Facebook
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Comunicato sul 1 Marzo a Palermo

Oggi 1/3/2010 il Coordinamento Anarchico Palermitano, a cui aderiscono anche i militanti FdCA della sezione "Delo Truda " FdCA di Palermo, non ha aderito alla manifestazione per l'analisi politica negativa sui seguenti punti:

Leggi tutto il comunicato

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ITALIANI BRAVA GENTE

"ora e sempre resistenza"

foibe vergogna fascista


Di seguito testo del volantino diffuso la mattina del 12 gennaio 2010, davanti il punto vendita Feltrinelli di via Cavour a Palermo, dai militanti del Coordinamento Anarchico Palermitano

VOLANTINO

TESTO DEL MANIFESTO

MANIFESTO

http://coordanarchicopa.blogspot.com/

http://www.fdca.it/ http://fdca-palermo.blogspot.com/
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Nota in merito al comunicato diffuso da individualità fiorentine

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In merito al comunicato diffuso in data 10 dicembre 2009 dalle individualità GC, SC, AD e RP, concernenti loro dimissioni dalla FdCA e la costituzione di una UCAd'I, la Segreteria Nazionale della FdCA precisa in prima istanza quanto segue:

  1. queste persone sono uscite dalla FdCA non il 10 dicembre c.a., ma ciascuna di esse in date diverse negli ultimi mesi e con motivazioni differenti - cosi come si evince dalla corrispondenza in nostro possesso;

  2. pertanto non era e non è in atto alcuna scissione interna alla FdCA;

  3. ulteriori precisazioni concernenti le affermazioni contenute nel comunicato in oggetto verranno fornite quanto prima dal Consiglio dei Delegati della FdCA.


Segreteria NazionaleFederazione dei Comunisti Anarchici16 dicembre 2009

http://www.fdca.it/ http://fdca-palermo.blogspot.com/

Comunicato della CdC della Federazione Anarchica Italiana sulle provocazioni antianarchiche di Milano e Gradisca

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Tutta la solidarietà militante ai compagni della Federazione Anarchica Italiana, contro ogni strumentalizzazione - contro ogni provocazione - contro ogni tentativo eversivo dello stato - ORA E SEMPRE RESISTENZA


I militanti della Federazione siciliana della FdCA

SOLIDARIETA’ ALL’EX-KARCERE DI PALERMO E A TUTTE LE OCCUPAZIONI SOTTO SGOMBERO

Il Laboratorio Sociale la Talpa dell’ex questura occupata di Quarticciolo e la sezione di Roma della Federazione dei Comunisti Anarchici esprimono la loro solidarietà ai compagni e alle compagne del csoa ExKarcere di Palermo, sgomberati da polizia e carabinieri la mattina del 31 agosto, in completo asservimento alle istanze speculative dettate dall’Opera Pia in combutta con l’amministrazione regionale.

Forse non è una coincidenza che in questo fine agosto e inizio settembre lo Stato si sia accanito su diverse realtà occupate italiane.
L’ExKarcere di Palermo, la villa di Genova occupata da compagni anarchici, il Regina Elena di Roma, dove 352 famiglie sono state deportate in strutture inadeguate, sono gli ultimi esempi di un tentativo di cancellare gli spazi liberati dalla speculazione e dal degrado sociale e culturale.

Evidentemente la pratica della liberazione fisica di spazi e il contendere gli stessi alle logiche speculative dei palazzinari di tutte le fedi religiose e politiche, è una pratica che spaventa i faccendieri dell’edilizia che, se tali pratiche si diffondessero non si sentirebbero più tanto liberi di fare i loro sporchi affari con le amministrazioni pubbliche.

Dall’altro lato gli sgomberi abitativi alimentano il “mercato” dei finanziamenti pubblici verso tutti quei privati che offrono i loro stabili per “ospitare” gli sfollati. Solo il Comune di Roma sborsa più di 30 milioni di euro all’anno a questi “benefattori”, tra cui, ricordiamo, ci sono molte associazioni religiose. Un didattico esempio di come si realizza praticamente il connubio tra politica e capitale privato e che spiega chiaramente il motivo per cui il Comune non spende queste risorse nell’edilizia residenziale pubblica o in iniziative di autorecupero, oltretutto meno dispendiose e più funzionali.

La diffusione invece di centri sociali spaventa i padroni e i loro servi perché contende spazio alla cultura dominante, opponendosi alla mercificazione delle vite, oltre a rappresentare le uniche opposizioni politiche territoriali al capitale e alle sue forme sovrastrutturali.

Se lo Stato ci sgombera risponderemo con altre occupazioni!

Roma, 2 settembre 2009

Laboratorio Sociale la Talpa
Federazione dei Comunisti Anarchici - Roma

SOLIDARIETA' AL CSOA EXCARCERE

I COMUNISTI ANARCHICI, DELLA SEZIONE "DELO TRUDA" DELLA FdCA DI PALERMO E DI TUTTA LA FEDERAZIONE SICILIANA FdCA, ESPRIMONO LA PROPRIA SOLIDARIETA' MILITANTE AI COMPAGNI DELL 'EXCARCERE , VITTIME ANCORA DI UNO SGOMBERO, AD OPERA DELLE FORZE DI REPRESSIONE , MANOVALANZA DELLO STATO E DEL SISTEMA SPECULATIVO POLITICO CORROTTO DI QUESTA CITTA'.

QUESTO MODERNO VECCHI FASCISMO ISTITUZIONALE, INTERESSATO SOLO A GARANTIRE GLI INTERESSI DEGLI SPECULATORI, DEI PADRONI, DEL CAPITALISMO, PUO ESSERE SCONFITTO SOLO CON UNA RITROVATA UNITA' DI LOTTA DI CLASSE, CHE DAL BASSO ORGANIZZI UNA NUOVA RESISTENZA CONTRO IL DILAGARE DELLO STRAPOTERE DEI PADRONI E DEI SUOI SERVI.

CONSAPEVOLI CHE NON ABBIAMO ANCORA MOLTO TEMPO DISPONIBILE, I MILITANTI "COMUNISTI ANARCHICI DELLA FdCA SICILIANA, SI AUGURANO, E IN TAL SENSO SI IMPEGNERANNO, CHE SIA POSSIBILE REALIZZARE UN MOMENTO DI RACCORDO DI TUTTE LE FORZE SINCERAMENTE RIVOLUZIONARIA E DI CLASSE, PER RILANCIARE CON MAGGIORE FORZA LA LOTTA DAL BASSO, UNITARIA E DI CLASSE, DEI PRECARI DEGLI STUDENTI DEI LAVORATORI DEI MIGRANTI, PER LA CONQUISTA DI UNA SOCIETA' SEMPRE PIU' DI LIBERE/I E UGUALI.

SEGUE COMUNICATO DELL'EXCARCERE

http://www.infoaut.org/articolo/palermo-sgomberato-lexkarcerepalermo-sgomberato-lexkarcere

Alle otto di stamattina un centinaio tra carabinieri e poliziotti, con la digos al gran completo, hanno assediato e sgomberato il csoa ExKarcere militarizzando l'intero quartier dell'Arbergheria.
A sgombero avvenuto tutte le entrate del centro sociale sono state ora murate.

Lo sgombero, avvenuto su mandato dell'Opera Pia (legata a doppio filo con le più bieche ed ambigue strutture ecclesiastiche) che in combutta con l'amministrazione regionale sta perpetrando l'ennesima speculazione nel tessuto edilizio della città, denuncia l'atteggiamento nei confronti delle istanze sociali di chi amministra la città, sempre pronto a reprimere esegregare come avviene per i senza casa che vivono da anni nei container di via messina montagna e il precariato sociale.

I compagni e le compagne dell'ExKarcere hanno annunciato iniziative dilotta già nelle prossime ore.

redazione di Infoaut PA

http://www.infoaut.org/