ANARCHICI CONTRO IL MURO

Palestina-Israele, Gli Anarchici contro il Muro e la lotta unitaria contro il muro della separazione
by Ilan S - AAtW ainfos Sabato, 7 giugno 2008, 9:36pm
address: Tel Aviv
mashriq / arabia / iraq / community struggles / news report

Bil'in, Um Salmuna, Ni'ilin, Kafin, eTel Aviv

Questa settimana abbiamo partecipato alle lotte a Bil'in, Um Salmuna, Ni'ilin, Kafin, e a Tel Aviv. A Bil'in durante la settimana le iniziative hanno riguardato soprattutto l'avanposto sulle terre del villaggio ad ovest del muro, la terza conferenza internazionale e la 127^ manifestazione del venerdì. A Ni'ilin manifestazioni la domenica 1 giugno, il mercoledì ed il venerdì. A Um Salmuna solita manifestazione del venerdì A Kafin cerimonia di apertura della tenda di protesta contro il rifiuto di permettere l'accesso dei palestinesi alle loro terre dall'altra parte del muro. A Tel Aviv, sabato 8 giugno, presidio di massa contro l'occupazione e manifestazione per il 41° della Nacsa del 1947.

BIL'IN

Le forze di stato ed i coloni hanno insidiato il presidio palestinese nell'avanposto costruito ad ovest della strada del muro durante la lotta contro il furto della terra. Di tanto in tanto ci sono stati sconfinamenti sulle terre che appartengono agli abitanti di Bil'in. Gli Anarchici Contro Il Muro hanno contribuito a mantenere il presidio ed a minimizzare le provocazioni contro i palestinesi ed a rimpiazzarli nel momento del cambio.

Questa settimana, abbiamo partecipato a Bil'in alla Terza Conferenza Internazionale sulla Lotta popolare non-violenta, contemporaneamente alla vigilanza nell'avanposto sulle terre.

Nel corso della manifestazione del venerdì a cui hanno preso parte anche i partecipanti palestinesi e stranieri alla conferenza internazionale, ci sono state le solite aggressioni. Dopo l'animata marcia con canti e danze dal centro del paese alla strada de muro, ci siamo concentrati vicino al cancello ovest del muro. Come al solito, e senza alcuna provocazione, le forze di stato hanno iniziato a sparare gas lacrimogeni e proiettili di gomma.

In molti hanno sofferto e sono stati feriti dai gas lacrimogeni, sparati ad altezza d'uomo (cosa proibita dalla legge israeliana) - tra i feriti, Abdallah Abu Rakhme del comitato popolare del villaggio.

Ecco un resoconto stampa sulle violenze di stato:

"Esponente della Unione Europea ferita durante le proteste a Bil'in: la Vice Presidente del Parlamento Europeo Luisa Morgantini ferita dai gas lacrimogeni sparati dall'esercito israeliano... Incidente Diplomatico in Cisgiordania: la Vice Presidente del Parlamento Europeo Luisa Morgantini ed il premio Nobel irlandese per la Pace Laureate Mairead Corrigan-Maguire sono state ferite venerdì 6 giugno dopo essere state colpite da gas lacrimogeni durante la protesta contro il muro nel villaggio di Bil'in in Cisgiordania.
Poco dopo, il magistrato italiano Giulio Toscano ha ripotato ferite alla testa dopo essere stato colpito da una granata di gas lacimogeno. Il magistrato è stato poi ricoverato in ospedale a Ramallah.

Secondo i manifestanti sono dozzine i feriti dal lancio di gas lacrimogeni.

E fra questi anche i dirigenti palestinesi Jibril Rajoub ed il dottor Mustafa al-Barghouti.

L'esercito ha fatto sapere che erano solo in 70 i partecipanti alla manifestazione tra palestinesi ed attivisti di sinistra [in realtà alcune centinaia - I.S.] e che tiravano pietre contro i soldati, che sono ricorsi ai mezzi a loro disposizione per disperdere la folla. [Si tratta della solita bugia. Spesso le forze di stato iniziano a sparare dopo che i giovani lanciatori di pietre rispondono alle loro provocazioni. Tuttavia, questo venerdì- come molti altri in passato, le forze di stato non hanno avuto la pazienza di aspettare il lancio di pietre da parte dei giovani ed hanno iniziato un massiccio lancio di gas senza aver subito alcuna sfida iniziale.- I.S.].

Per quanto riguarda le condizioni della Morgantini, l'esercito israeliano ha detto che "coloro i quali prendono parte a proteste che violano i confini delle aree militari non dovrebbero sorprendersi se l'esercito isreliano risponde con il lancio di gas."


Uno degli organizzatori della protesta, Yonatan Pollak ha dichiarato che l'esercito ha sparato "una quantità pazzesca" di gas lacrimogeni, "al ritmo di 30-40 per lancio"

[S tratta di una nuova arma automatica predisposta per essere usata nella Striscia di Gaza e intanto sperimentata a Bil'in ed a Ni'ilin - I. S.]

L'esercito israeliano si duole del fatto che "ogni settimana che passa aumenta il numero delle forze di sicurezza necessarie a tenere a bada i facinorosi israeliani che recano costantemente disturbo alla quiete pubblica "

Ed inoltre che le manifestazioni settimanali costringono l'esercito a spostare truppe che sarebbero necessarie invece in compiti di anti-terrorismo e di difesa.

[Per necessità di pubbliche relazioni, i portavoce dello Stato Israeliano dichiarano che sono gli Anarchici Contro il Muro a sobillare i palestinesi nelle azioni di protesta. La verità è che la nostra presenza è soprattutto necessaria per impedire l'uso di proiettili letali da parte delle forze di stato contro i manifestanti palestinesi... dal momento che è fatto divieto ai soldati israeliani di usare proiettili letali quando ci sono manfestanti israeliani - I. S.]

Questa settimana, come fanno ogni tanto, le guardie di confine hanno cercato invano di bloccare gli anarchici contro il muro diretti a Bil'in.

Video clip sulla manifestazione del 30-5-08 a Bil'in http://www.youtube.com/watch?v=mIqKZqykskc
Video della manifestazione del venerdì 6-6-08 a Bil'in su http://www.youtube.com/watch?v=23ul33taRtY
video della terza conferenza annuale a Bilin
http://www.youtube.com/watch?v=MKcSnysC0O8

NI'ILIN

Uno degli appelli diceva:
"Manifestazioni a Ni'ilin anche questa settimana a cominciare dalla domenica 1 giugno. Inviate SMS o telefonate al 054xxxx se pensate di venire. Tenete a mente manifestazioni anche martedì 3 e giovedì 5 giugno"

una testimonianza:

"Cat: "Ciao, la manifestaione di oggi a Ni'ilin è stta forte e numerosa. In quasi 4 ore siamo stati capaci di smantellare parti del muro per tre volte e per circa 15 minuti. 23 persone sono state ferite, 4 di loro in modo abbastanza grave da essere ricoverati in ospedale.


Ci sarà un'altra manifestazione martedì in cui gli abitanti cercheranno di bloccare i bulldozer e di smantellare il costruito."

Un'altra testimonianza:
"D.: " Muhammad A. ad io siamo stati gassati ieri. Mentre eravamo riparati dietro il grande tronco di un ulivo abbiamo conversato in ebraico. Lui di quasi 40 anni, lavorava in Israele fino a 10 anni fa. La sua famiglia è stata espulsa da Jaffa nel 1948. Suo padre era un commerciante e con i suoi risparmi aveva comprato pezzi di terra intorno alla nuova casa a Ni'lin. Oggi, tre famiglie israeliane abitano quella che era la sua casa a Jaffa, vicino alla torre dell'orologio.
La grande famiglia di Muhammad possedeva circa 800 acri di terra (compresi appezzamenti nella zona ora famosa di Bil'in). I coloni ebrei hanno costruito proprio su gran parte delle sue proprietà. Gli ultimi 75 acri della famiglia di Muhammad stanno ora scomparendo sotto i suoi occhi, preda dell'insediaemento illegale di Hashmonaim. L'unico risarcimento che riceve sono i prodotti della semina dei coloni di stato israeliani."

Foto: https://israel.indymedia.org/newswire/display/9136/index.php comprese foto di Meged Gozani / Activestills.org

Palestina: Mobilitazione quotidiana per smantellare le costruzioni a Ni'ilin Lunedì, 2 giugno 2008
"Nelle ultime due settimane, una mobilitazione quasi giornaliera ha coinvolto il villaggio di Ni'ilin, dove è iniziata la costruzione del muro. Questo video mostra la manifestazione di martedì 3 giugno, in cui gli abitanti ed i sostenitori hanno cercato di bloccare i bulldozer andando incontro alla violenza delle forze militari che hanno usato granate assordanti, gas lacrimogeni e proiettili di gomma, oltre a calci e pugni. Dodici sono i feriti e due gli arrestati, un palestinese ed un israeliano.

Venerdì manifestazione relativamente tranquilla. Cantieri fermi ma ugualmente lancio massiccio di gas da parte dell'esercito, per fortuna senza feriti.

Domenica 1 giugno, sciopero generale nel villaggio, con oltre 300 persone pronte a fermare i bulldozer. I manifestanti sono stati affrontati da un grosso contingente di soldati che hanno lanciato una pioggia di gas, granate assordanti e proiettili di gomma. Eppure i manifestanti sono riusciti a raggiungere i bulldozer ed a smantellare il costruito per ben tre volte nel corso della giornata. 23 sono i feriti curati nell'infermeria del villaggio, ma 4 di loro sono stati ricoverati in ospedale per ferite gravi.

[Gli Anarchici Contro I Muro che erano lì alla manifestazione sono riusciti ad evitare le forze di stato israeliane. Quando siamo arrvati al villaggio, i soldati hanno dovuto retrocedere, perciò abbiamo potuto partecipare alla manifestazione senza la loro interferenza. I. S.]

In questa zona il muro dovrebbe incidere su circa 2,500 dunams (approssimativamente. 620 acri, 250 ettari), praticamente annettendoli all'insediamento dei coloni lì vicino. La strada del muro sulle terre del villaggio è stata pianificata per consentire, tra le altre cose, la piantagione di vigneti per gli adiacenti insediamenti coloniali.

Manifestazioni e tentativi di bloccare la costruzione in programma anche martedì 2 giugno ed in futuro.

"oggi l'esercito ha espiantato alcuni ulivi, una delegazione di proprietari del villaggio si è precipitata sulle terre ed ha biasimato i soldati. La cosa si potrebbe ripetere, manifestazione mercoledì 4 giugno."

A questa manifestazione abbiamo partecipato. Vedi video sotto.

Venerdì 6 giugno, dopo la manifestazione a Bil'in ed Um Salmuna, gli attivisti di Anarchici Contro Il Muro si sono uniti alla speciale "orchestra del rumore per il benvenuto del sabato" per il vicino insediamento coloniale di Hashmonaim (costruito sulle terre rubate nel passato al villaggio di Ni'ilin). Il muro della separazione viene spacciato come necessario per la sicurezza di Israele, ma in realtà serve all'espansione terriera israeliana sui possedimenti di Ni'ilin.

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manifestazione a Ni'lin del 29-5-08 http://www.youtube.com/watch?v=9ht0ecKZ0-0
manifestazione a Ni'lin dell'1-6-08 http://www.youtube.com/watch?v=6H-etRbeMu8
manifestazione a Ni'lin del 4-6-08 http://www.youtube.com/watch?v=mfhHkilQC44


KAFIN

"Giovedì 5 giugno manifestazione a Kafin ed apertura di un camping di protesta. Siamo invitati come Anarchici contro il muro, teniamoci in contatto. I."


Vicino al villaggio di Kafin nella Cisgiordania settentrionale, il muro è stato eretto diversi anni fa, separando il villaggio dalle sue terre, nonostante le proteste dei palestinesi e degli israeliani del Kibbutz Metzer, collocato dall'altra parte del muro, che da anni avevano ottimi rapporti con la gente di Kafin.

Oggi, gli abitanti di Kafin possono attraversare il muro due volte alla settimana per andare sulle terre, ma non è sufficiente per fare per bene i necessari lavori agricoli. Alcuni giorni fa hanno assistito inermi all'incendio di molti ulivi senza poter intervenire (e non è la prima volta che ciò accade)

Giovedì 5 giugno, anniversario dell'occupazione, gli abitanti di Kafin hanno tirato su una tenda di protesta nei pressi del muro, chiedendo modestamente che il transito sia consentito ogni giorno per seguire i necessari lavori agricoli, invece di 2 giorni alla settimana. La tenda starà lì finchè sarà necessario.

Il sindaco di Kafin, Sa'id Karashi, ha chiamato me ed altri attivisti pacifisti e contro l'occupazione per partecipare come israeliani al presidio alla tenda. Cerchiamo di esserci!

Per la trasferta chiamare Ilan Shalif degli Anarchists Against Walls at 03-xxxxx.
e Gush Shalom"

Il giorno prima dell'azione, Buma, un membro del Kibbutz Metzer, ci ha contattato per chiederci di venir meno alla nostra promessa di solidarietà, poichè la nostra presenza avrebbe danneggiato il villaggio, cosa che sarebbe condivisa anche da una autorità del villaggio...

Non curandoci di ciò e su indicazione degli attivisti del villaggio, un gruppo degli Anarchici Contro i Muro e di rappreentanti di Gush Shalom si è presentato a Kafin.

Abbiamo partecipato alla marcia dal villaggio fino alla tenda dove le autorità del villaggio tenevano dei comizi.
Ci ha fatto molto piacere sentire discorsi che onoravano la lotta unitaria di Bil'in, Um Salmuna, e Ni'ilin, perchè sono uno stimolo all'allargamento della lotta unitaria contro il muro e contro l'occupazione.

SABATO 7 GIUGNO

A Tel Aviv, la coalizione radicale a cui aderiscono gli Anarchici Contro Il Muro, ha organizzato il 41^ anniversario della Nacsa - la guerra di occupazione del 1967.

Il blocco anarchico comprendeva i ciclisti del critical mass contro l'occupazione che apriva la manifestazione, il circolo dei tamburi, le nostre bandiere ed i nostri striscioni.

Abbiamo poi partecipato ai dibattiti successivi alla manifestazione, soprattutto a quello in cui si parlava di iniziative di boicottaggio, disinvestimento e sanzioni contro Israele con la partecipazione dei palestinesi.

Ilan Shalif (AATW)

http://ilanisagainstwalls.blogspot.com/

(traduzione a cura di FdCA-Ufficio Relazioni Internazionali)

ATTACCO ALLA FIOM

Primo: accelerare! Secondo: fare fuori il dissenso!

L'attacco alla FIOM è pesante e degno della peggior logica stalinista. Finora è stato lanciato su due fronti:
gli accordi separati in alcuni stabilimenti Fiat ( e non è finita);
la sospensione del gruppo dirigente FIOM di Milano (colpevoli di aver permesso l'intervento di un operaio ex-CGIL ad un attivo di iscritti un anno fa), due ore prima del Comitato Direttivo Nazionale.

La discussione al direttivo CGIL era sul documento unitario, che è stato approvato a maggioranza (105 favorevoli). Hanno votato contro FIOM e le due aree tematiche della Rete 28 Aprile e Lavoro e Società (25 voti).

I metalmeccanici, l'unica categoria che può creare problemi, quelli tacciati di essere "i professionisti del no", va "normalizzata" perché la posta in gioco è alta e, dato che puntare al bersaglio grosso risulta non praticabile, si procede per linee esterne.

Il documento approvato sulle linee di riforma della struttura della contrattazione aggiunge a quello già conosciuto, il capitolo su democrazia e rappresentanza (sic!).

Si punta a rafforzare la contrattazione di secondo livello - incentrata sul salario per obiettivi rispetto a parametri di produttività, qualità, redditività ed efficienza - affidando il mantenimento del potere d'acquisto delle retribuzioni al contratto nazionale, sulla base del recupero della "inflazione realisticamente prevedibile".

Il nuovo capitolo sulla rappresentanza e la democrazia, chiesto a gran voce dalla CGIL, prevede che la rappresentatività di un sindacato sarebbe affidata per via negoziale (e non legislativa) ad un mix di criteri considerando il numero degli iscritti e i voti delle elezioni della Rsu.

Sul modello di quanto avviene nel pubblico impiego - dove sono ammesse alla contrattazione le sigle che superano la soglia minima del 5%, calcolata come media fra il numero degli iscritti e il numero dei voti alle elezioni delle Rsu - ogni categoria potrebbe fissare il proprio tetto di sbarramento. Il tutto certificato da un ente come il Cnel.

La piattaforma prevede anche la riduzione numerica degli attuali 400 contratti nazionali che saranno accorpati per aree omogenee, la trasformazione della durata - dall'attuale biennio economico e quadriennio normativo ad un triennio economico-normativo - con sanzioni in caso di mancato rispetto delle scadenze contrattuali.

CGIL, CISL e UIL chiedono un sostegno alla diffusione della contrattazione di secondo livello "sia per via contrattuale che di incentivazione". E propongono che i contratti nazionali prevedano, in alternativa la sede aziendale o territoriale (in tutte le sue forme, regionale, provinciale, settoriali, di filiera, di comparto).

Dunque, la posta in gioco è alta in quanto le due "destre"che dichiarano costituente la nuova legislatura hanno convergenze forti sulla ristrutturazione politica/istituzionale del paese e visione comune sul mondo del lavoro.

Il documento unitario CGIL-CISL-UIL si pone su questo terreno, modificando la natura stessa del sindacato, seguendo le ristrutturazioni in atto sul terreno industriale/finanziario, frutto dello "stato" della mondializzazione. L'ordine è stato eseguito: in primis non aumentare il potere d'acquisto dei salari e delle pensioni.

Il documento dovrà essere mediato e condiviso dalla Confindustria e dal ministro del lavoro, tal Sacconi, da sempre uomo di questa.

Gli unici non interpellati e all'oscuro di tutto sono le lavoratrici/ori che una volta concordato il testo tra le "parti sociali", verranno chiamati in causa con un pronunciamento. Non si può certo definire questa una trattativa.

Occorre mobilitarsi nei posti di lavoro e dal basso nelle camere del lavoro per denunciare e contrastare il disegno politico restauratore che potrebbe passare con questo documento e che non prevede nessuna forma di opposizione sindacale, nessuna forma di dissenso e di alternativa.

Commissione Sindacale
FEDERAZIONE DEI COMUNISTI ANARCHICI
10 maggio 2008

http://www.fdca.it/
http://fdca-palermo.blogspot.com/
http://nissoriacomunistaanarchica.blogspot.com/

Contro la mafia lo stato il capitale: azione diretta!

La mattina del 9 maggio 1978 l’Italia si sveglia con due gravi fatti: il ritrovamento a Roma del cadavere di Aldo Moro e quello che i giornali descrissero subito come il “suicidio terroristico” di Peppino Impastato a Cinisi sui binari della ferrovia Palermo-Trapani.

Con una strana coincidenza, si volle subito criminalizzare la morte di Impastato descrivendola come l’involontario suicidio di un “terrorista rosso” che fatalmente – proprio quel giorno – decideva di abbandonare la sua prassi di lotta al sistema per commettere un attentato dinamitardo.

L’evoluzione delle indagini e la successiva sentenza finale, emessa significativamente dopo 20 anni, hanno poi confermato quello che è stato sempre sostenuto da chi lo conosceva e dai suoi compagni di lotta: Impastato è stato ucciso dalla mafia.

Le modalità con cui l’assassinio di Impastato venne abilmente camuffato, la coincidenza temporale con il ritrovamento del corpo di Moro e le coperture istituzionali che a tutti i livelli hanno ostacolato la ricerca della verità su entrambi gli episodi, sono tutti attrezzi del mestiere che lo stato ha sempre utilizzato per portare a compimento le sue strategie di dominio. Nella prassi del potere politico, garante ed espressione del sistema economico capitalistico, la mafia ha sempre avuto un ruolo assolutamente organico alle istituzioni: una compenetrazione grazie alla quale la Sicilia è ancora oggi terra di conquista del potere, ostaggio del ricatto e del terrorismo mafioso.

La lotta alla mafia espressa da Impastato era la lotta di un militante comunista ed era concretamente proiettata al cambiamento sociale. Niente a che vedere con il ritualismo legalitario con cui oggi si tende a riscrivere la storia della Sicilia e di chi ha lottato contro la mafia autonomamente. La legalità in quanto tale è un simulacro vuoto su cui non si può e non si deve appiattire l’azione antimafia perché la legge dello stato è sempre frutto dei rapporti di forza tra le classi e, dunque, esprime gli interessi di chi detiene il potere politico ed economico. Ecco perché mafia e stato sono facce di una stessa medaglia, e tutti quelli che sono stati ammazzati dalla mafia sono sempre stati ammazzati prima dalla politica e dall’isolamento in cui le istituzioni li hanno strumentalmente lasciati.

Oggi siamo qui non solo per riaffermare la nostra solidarietà a Peppino Impastato, ma per rilanciare la mobilitazione contro l’assedio della mafia e dello stato, contro la deriva autoritaria e fascista che si respira in questo paese e per riaffermare che solo attraverso la ripresa della lotta di classe, il rilancio della gestione dal basso delle lotte, la valorizzazione della azione diretta, sarà possibile respingere l’offensiva del potere e far rinascere quella coscienza collettiva ispirata alla solidarietà, alla liberta, all’uguaglianza.


Federazione dei Comunisti Anarchici – Sicilia

Nucleo “Giustizia e Libertà” della Federazione Anarchica Siciliana








comunicato internazionale comunista anarchico congiunto FdCA/WSM/ZACF

1 maggio 2008

Per un nuovo movimento internazionale degli sfruttati
Contro il neoliberismo, contro la guerra, contro la fame e la miseria
Per la pace, per il cibo e la casa per tutti, per il lavoro sicuro e protetto
Per l'alternativa libertaria!

LEGGI TUTTO IL DOCUMENTO
Da sempre in prima fila nella lotta antifascista, gli anarchici durante la Resistenza contribuirono in maniera determinante alla sconfitta del fascismo e del nazismo, anche se certa storiografia ha tentato di nascondere per anni quelle pagine di sentita azione libertaria.
Questo 25 aprile, noi Comunisti-Anarchici aderiamo alla manifestazione di Trapani per riproporre alla memoria di tutti il contributo dato dalle anarchiche e dagli anarchici alla lotta di Liberazione e per rinnovare il nostro profondo impegno nella lotta di classe per la Libertà
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FdCA Sicilia

LEGGI L'APPELLO dei promotori
< 25 aprile - giustizia e libertà! >

Per info e adesioni:
coordinamentoperlapace@yahoo.it

volantino FAS-FdCA-FAI < Leggilo tutto >

PERCHE UNA FEDERAZIONE DEI COMUNISTI ANARCHICI


L'anarchismo si viene definendo come comunismo antiautoritario nel periodo della I Internazionale, durante il quale Bakunin e la maggioranza delle sezioni aderenti all'organizzazione gettano le basi della teoria comunista anarchica che si caratterizza per il dualismo organizzativo - ruolo delle masse come unici soggetti rivoluzionari, ruolo delle minoranze coscienti come "timonieri invisibili" inseriti nell'organizzazione di massa. Nella visione bakuninista l'Associazione Internazionale dei Lavoratori è l'organizzazione di massa e l'Alleanza della democrazia socialista è l'organizzazione delle "minoranze coscienti". Ancora per Bakunin l'anarchia è vista come utopica gestione della società comunista egualitaria e libertaria da raggiungere. Così descriveva Cafiero il carattere spiccatamente comunista dell'anarchismo :"non è tutto affermare che il comunismo è una cosa possibile; possiamo affermare che è necessario. Non solo si può essere comunisti; bisogna esserlo, a rischio di fallire lo scopo della rivoluzione (...) una volta ci dicevamo 'collettivisti' per distinguerci dagli individualisti e dai comunisti autoritari, ma in fondo eravamo semplicemente comunisti antiuautoritari, e, dicendoci 'collettivisti' pensavamo di esprimere in questo modo la nostra idea che tutto dev'essere messo in comune, senza fare differenze tra gli strumenti e i materiali di lavoro e i prodotti del lavoro collettivo (...) Non si può essere anarchici senza essere comunisti (...) Dobbiamo essere comunisti, perché nel comunismo realizzeremo la vera uguaglianza. Dobbiamo essere comunisti perché il popolo, che non afferra i sofismi collettivisti, capisce perfettamente il comunismo. (...) Dobbiamo essere comunisti, perché siamo anarchici, perché l'anarchia e i1 comunismo sono i due termini necessari della rivoluzione " (1) . Se l'anarchismo nasce decisamente comunista, è pur vero che le persecuzioni messe in atto contro la I Internazionale da parte dei governi dell'epoca portano a delle deviazioni rispetto alla teoria bakuninista, deviazioni che lasceranno il segno nella storia del movimento anarchico, soprattutto italiano. Accanto alla "propaganda col fatto" che fu un tentativo di spingere le masse all'insurrezione, - di fatto sostituendosi ad esse - si fa' strada e trae alimento da questa, la corrente antiorganizzatrice che ha le sue basi nella teorizzazione di Kropotkin. Nella teoria kropotkiniana - anarcocomunista -, infatti, il fine dell'azione rivoluzionaria è sempre la società in cui "ognuno dà secondo le sue capacità, ognuno riceve secondo i suoi bisogni", cioè il comunismo. Ma questo comunismo è visto come uno stato armonico naturale a cui l'umanità tenderebbe inevitabilmente sotto due spinte parallele: la natura intrinsecamente solidale dell'uomo, la concezione dell'originaria bontà dell'animo umano porta a privilegiare qualsiasi forma di spontaneità. Il progresso scientifico poi, che sotto il dominio capitalistico è volto ad allontanare l'uomo dalla natura, una volta liberato dal dominio del capitale, avrebbe dovuto essere potente fattore per la formazione di un uomo nuovo, cosciente ed in armonia con la natura. Secondo la concezione kropotkiniana, essendo il comunismo lo sbocco inevitabile della storia umana, se ad esso si arriva spontaneamente sotto la spinta di fattori ineluttabili, quali l'indole stessa degli uomini e le leggi che governano la natura, non occorre disporre di una strategia politica. Anzi, per Kropotkin ed i suoi epigoni, è da rifiutare qualsiasi forma di organizzazione sia politica che sindacale, in quanto entrambe sono forme di canalizzazione della spontaneità, intrinsecamente buona e tendente automaticamente al comunismo. L'organizzazione per gli anarcocomunisti kropotkiniani è "una cosa borghese" che comprimendo la spontaneità allontana dallo sbocco finale dell'evoluzione e impedisce il dispiegarsi della bontà della natura umana e della sua tendenza ad una positiva autorganizzazione. Poiché quello che conta è la purezza della dottrina nella sua visione armonica del mondo, e cioè il fine da raggiungere visto come buono per l'uomo, la lotta di classe è al più uno strumento per il raggiungimento dello scopo finale. L'anarcocomunismo si allontana in questo modo dal filone storico del comunismo anarchico inteso come teoria dell'emancipazione delle classi subalterne e quindi legato indissolubilmente alla lotta di classe, per divenire una teoria valida per tutti gli uomini. Ciò porta al rifiuto della lotta di classe, vista come limitativa di una teoria valida per sempre, che fa leva solo sull'aspirazione eterna di ogni essere umano alla propria libertà; si pone l'accento solo sul rapporto di "potere" e non sul rapporto di sfruttamento. D'altra parte chi individua nella lotta di classe solo uno strumento utile all'emancipazione dell'umanità, rimane deluso dalla lentezza e discontinuità con cui il movimento operaio risponde al richiamo della giustizia sociale, per il suo bisogno costante di ottenere giorno per giorno condizioni di vita migliori all'interno di questa società. Nasce così negli anarcocomunisti di questa tendenza una profonda sfiducia nelle masse, inevitabilmente riformiste, affette da economicismo ed incapaci di prospettive più ampie. Da queste premesse discendono due comportamenti politici, che spesso si confondono e convivono, ma comunque rappresentano una degenerazione dai principi del comunismo anarchico. Nel primo caso l'unico risultato è quello di una propaganda ideologica indiscriminata, volta a conquistare nuovi adepti alla teoria: una sorta di educazionismo in cui si aspetta che gli altri capiscano l'intrinseca bellezza dell'ideale. Nel secondo caso l'azione dei rivoluzionari si sostituisce a quella delle masse, nella convinzione, da una parte che l'atto eroico farà da scintilla all'insurrezione spontanea, dall'altra che qualsiasi azione, pur se priva di inquadramento strategico, in quanto coerente con i fini e con la coscienza del rivoluzionario, sia una tappa verso il comunismo armonico. Se la rivoluzione deve essere armata e distruggere lo Stato, inteso come centro di oppressione, occorre che i rivoluzionari, per adeguare i mezzi ai fini, subito, fin dall'oggi, pratichino in concreto la lotta armata contro lo Stato. Ecco così che questa componente dell'anarchismo è storicamente disponibile a pratiche avventuristiche che non escludono a priori il terrorismo e a legarsi con i propagandisti dell'azione individuale. Costoro, infatti, non devono rispondere a nessun tipo di organizzazione di massa, non hanno da inserire - come devono fare i comunisti anarchici - la loro azione all'interno di un processo di crescita politica della classe operaia e dei suoi alleati volto alla riappropriazione della capacità di autogestione delle lotte e della società. Di fatto per gli anarcocomunisti basterebbe rompere i legami del potere perché spontaneamente si sviluppi questa capacità, perché essa sarebbe un dato intrinseco della natura umana e non frutto di una faticosa e lenta maturazione. Gli anarcocomunisti non hanno in definitiva che da rispondere alla propria coscienza. Partendo da queste premesse gli anarcocomunisti si fanno carico, in quanto rivoluzionari coscienti, di spezzare le catene dell'umanità, senza curarsi del processo di riappropriazione della conoscenza del processo produttivo da parte del proletariato, nella convinzione che la caduta dello Stato provocherà, senza nessuna preparazione precedente, l'avviarsi spontaneo dell'umanità liberata sulla via del comunismo. Se l'anarchismo dunque cadde alla fine del secolo scorso in un periodo di pratiche terroristiche, di isolamento, in molte nazioni esso ritroverà una base di massa attraverso l'anarcosindacalismo, l'azione cioè nelle organizzazioni operaie che lentamente riporterà l'anarchismo alle sue basi comuniste. Non è un caso che accanto a forti organizzazioni anarcosindacaliste ( l' U.G.T .in Francia, la FORA in Argentina, la CNT in Spagna, l'USI in Italia per citare le più conosciute), nei primi venti anni del nuovo secolo si affiancano organizzazioni decisamente comuniste anarchiche (come la Federation Communiste Revolutionnaire in Francia, la Federacion Anarquista Iberica in Spagna e la Unione dei Comunisti Anarchici d'Italia, poi UAI). * * * Definita la linea di demarcazione che ci separa dall'anarcocomunismo è opportuno mettere in evidenza gli elementi distintivi del comunismo anarchico che si sono mantenuti immutati fino ad oggi e che costituiscono la discriminante rispetto alle altre tendenze dell'anarchismo. Il comunismo anarchico nasce come risposta politica alla deviazione antiorganizzatrice dell'anarchismo. Il comunismo anarchico, riprendendo la teoria bakuninista, ha chiara la distinzione fra movimento politico di classe - la minoranza rivoluzionaria - e movimento economico di classe - organizzazione di massa. La prima organizza tutti i militanti dell'organizzazione di massa che si identificano nella medesima teoria, una stessa strategia politica ed un'articolata tattica omogenea. Compito di questa organizzazione è da una parte di essere depositaria della memoria di classe, e dall'altra di elaborare una strategia comune che permetta il collegamento fra le varie situazioni di lotta all'interno della classe, e che sia di stimolo e di guida.

Riprendendo Bakunin che si rivolge "Ai compagni d'Italia" (2) noi oggi diciamo: "... voi isolati, operando ciascuno di propria testa, sarete certamente impotenti; uniti, organizzando le vostre forze, per quanto esse siano scarse in sul principio, in una sola azione collettiva, ispirata al medesimo pensiero, dal medesimo scopo, dalla medesima posizione, voi sarete invincibili". L'organizzazione di massa è invece l'organizzazione che il proletariato si dà per la difesa dei suoi interessi; un'organizzazione quindi eterogenea, che ha come fine l'emancipazione della classe attraverso l'azione diretta, l'autogestione e che pratica questi metodi costantemente. Lo scopo dell'azione di massa realmente autonoma è l'espropriazione del capitale da parte dei lavoratori associati, la restituzione cioè ai produttori e per essi alle loro associazioni, di tutto ciò che ha prodotto il lavoro della classe operaia attraverso i secoli. Lo scopo immediato è di sviluppare sempre di più lo spirito di solidarietà fra gli operai e di resistenza contro gli oppressori, tenere esercitato il proletariato con la lotta continua nelle sue forme più diverse, conquistare oggi stesso tutto ciò che è possibile, strappare al capitalismo in libertà e benessere più che si può, per quanto poco esso sia. Per i comunisti anarchici l'organizzazione è dunque necessaria per le lotte nella società capitalista e contro di essa quale garanzia di uno sbocco rivoluzionario. E' evidente, dalla stessa definizione che il comunismo anarchico da del ruolo dell'organizzazione politica e dell'organizzazione di massa, che la funzione dell'organizzazione comunista anarchica è ben distante da quella leninista, in quanto l'organizzazione politica non è riconosciuta da nessuna istanza sancita all'interno dell'organizzazione di massa, non è e non deve essere una "dirigenza" riconosciuta ed istituzionalizzata che come tale deve imporre delle soluzioni e pretendere leninisticamente di rappresentare i " reali" interessi di classe; ma è solo un luogo di confronto e di elaborazione dei compagni politicamente omogenei che preparano e finalizzano l'intervento politico e le proposte alla loro analisi e alla loro ideologia, senza pretendere che essa venga accettata in virtù del confronto all'interno dell'organizzazione di massa. Anzi dal confronto dialettico all'interno dell'organizzazione di massa essi traggono indicazioni e effettuano una necessaria verifica delle loro analisi e della strategia politica dell'organizzazione. Un'ideologia, quella comunista anarchica, quindi, che assegna un ruolo ben preciso di "motore" del processo rivoluzionario all'organizzazione politica e conferisce il ruolo di agente rivoluzionario per intero alle masse. In questa concezione del ruolo dell'organizzazione si delinea la differenza prioritaria con i marxisti, da un lato, ma anche con tutte con tutte le deviazioni del comunismo anarchico.


Il Consiglio dei Delegati della Federazione dei Comunisti Anarchici


... ... ... 1) CAFIERO, C., Anarchia e comunismo. Riassunto del discorso pronunciato dal compagno Cafiero al Congresso della Federazione giurassiana, ora in DADA', A., L'anarchismo in Italia: fra movimento e partito, Milano,1984,p.187-190.



2) Questo documento pubblicato da Bakunin sotto forma di lettera a Celso Ceretti è stato ripubblicato su


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COMUNICATO NAZIONALE FdCA



(IN)UTILMENTE AL VOTO?


Il 13 e 14 aprile è prevista la spartizione delle spoglie di ciò che resta di un paese straziato, mutilato ed incarognito da 15 anni di governi che hanno applicato con cipiglio selvaggio le ricette avvelenate dello sfruttamento neoliberista.

Tutti gli schieramenti sono in cerca di legittimazione e di voti. Ne ha bisogno la destra del PdL, che è consapevole della grande opportunità di poter tornare a governare per continuare gli scempi che fino al 2006 aveva deliberatamente compiuto in tutti i campi, sociale, economico, politico ed istituzionale; ne ha bisogno il PD, nuovo soggetto interclassista del centro, che è consapevole della sua capacità di offrire nient’altro che un’immagine nuova rispetto al PdL, senza sottrarsi alle pressioni del capitalismo nostrano. Ne va in cerca l’UDC papalina per riprendersi un posto centrale e al sole, e come lei la sinistra arcobaleno, priva di un progetto politico che non sia quello di non sparire dal parlamento.

L’appello al voto di coalizione delle ultime elezioni cede oggi il passo alla ruffianeria del voto utile (votare PD per sconfiggere Berlusconi e viceversa) o alla disperazione del richiamo del voto necessario ed identitario per una lista od partito che riflettano il più possibile inclinazioni e frammenti di opzioni etiche, ideologiche, religiose, localiste, che catturino le allodole. Intanto stanno come gli avvoltoi le confederazioni padronali, inserendo loro rappresentanti in tutti e due i maggiori schieramenti, mentre le burocrazie di cgil-cisl-uil balbettano “PD, amico mio”, delegando ormai solo alla politica la ricerca di soluzioni compatibili e espropriando i lavoratori di ogni voce in capitolo.

Ma questa volta non è più in gioco l’argine a Berlusconi e nemmeno lo scongiurare l’instaurarsi di un regime clerical-fascista, bensì l’affermarsi “bipartisan” di un blocco di potere di affaristi, caimani, tecnocrati di Stato e sfruttatori che hanno il solo scopo di vampirizzare l’intero tessuto sociale italiano. Tutte le leggi finanziarie dal 1994 in poi sono lì a dimostrarlo, la stragrande maggioranza dei contratti di lavoro e gli accordi di partneriato in nulla hanno contrastato l’inarrestabile impoverimento della classe lavoratrice e la depredazione di servizi sociali e dell’ambiente.

Non ci interessa dare patenti di qualunquismo o considerare rivoluzionari coloro che decideranno di non votare per una critica radicale al sistema parlamentare o per la somiglianza tra i 2 maggiori schieramenti, né dare degli illusi a quelli che decideranno nonostante tutto di esercitare il diritto di voto.

Quello che ci interessa è che il 13 e 14 aprile non siano la consacrazione finale di un modo di intendere la politica che affermi la supremazia del “palazzo” sulla società, la decisività dei giochi parlamentari sui conflitti sociali, le ragioni della mediazione inter-partitica sulle pressioni e sui movimenti dal basso della società.

Il combinarsi di una legge elettorale garantista per vinti e vincitori e la tattica ricombinatoria del PD costringono ad una corsa centripeta verso il parlamento e verso il rafforzamento del potere esecutivo che ha il solo scopo di ridurre spazi ed inibire quei movimenti che possono ancora esprimere conflittualità sociale dal basso. E che - per capacità di auto-organizzazione ed autogestione - possono rendersi protagonisti di incisive lotte anticapitaliste, operaie e sindacali, ecologiste ed ambientali, pacifiste ed antimilitariste, dei migranti e contro la repressione dello Stato, femministe e laiche ed anticlericali.

Se da un lato oggi il compito urgente è quello di smascherare i disvalori del neoliberismo (l’individualismo, la competizione, l’arroganza, la corruzione, l’ignoranza, l’ingiustizia, la deregolamentazione della vita civile, la precarizzazione delle vite individuali...) che albergano nel PD come nel PdL, dall’altro è tutto da rinnovare e praticare il valore della libertà nella solidarietà, nella difesa e nella pratica degli spazi di organizzazione, nella rivendicazione e tutela dei diritti individuali e collettivi delle persone, dei lavoratori e delle lavoratrici, dei e delle migranti.


Questi movimenti e queste lotte continuano ad avere davanti a sé un futuro? Siamo certi di sì, se non si cadrà nell’illusione che le elezioni sono l’unica occasione di mutamento strutturale; siamo certi di sì, se avremo sedimentato la consapevolezza che il neoliberismo capitalista dei nostri tempi ha sempre uno Stato ed un governo su cui scommettere.

Questa è la nostra opzione: lavorare per la capacità politica di esprimere auto-organizzazione e conflitto da parte di tutti i soggetti interessati ad un mutamento radicale della società in senso autogestionario ed egualitario.

Noi, con il nostro modo caratteristico di far politica, dal basso e collettivo, assembleare ed autogestito, comunista ed anarchico, porteremo avanti il nostro impegno prima e dopo il 13-14 aprile, affinché viva, si organizzi e lotti la più vasta opposizione sociale ed in movimento per l’alternativa comunista e libertaria.



IL VERO VOTO UTILE E’ QUELLO CHE FAI QUANDO ORGANIZZI ED AUTOGESTISCI LE LOTTE PER I TUOI DIRITTI INSIEME AGLI ALTRI

IL VERO VOTO NECESSARIO E’ QUELLO CHE FAI QUANDO COMBATTI COLLETTIVAMENTE PER FERMARE LA DESTRA ED IL NEOLIBERISMO, IL CLERICALISMO E LO SFRUTTAMENTO

IL VERO VOTO INUTILE E’ QUELLO CHE DAI ALLE BUROCRAZIE PARLAMENTARI DELLO STATO E DELLA FINANZA

NON RINUNCIARE AI TUOI DIRITTI, NON DELEGARE IL TUO FUTURO LOTTA PER L’AUTOGESTIONE E LA REDISTRIBUZIONE DELLE RICCHEZZE OGGI

Segreteria NazionaleFederazione dei Comunisti Anarchici aprile 2008
http://www.fdca.it/
http://fdca-palermo.blogspot.com/ sezione “ Delo Truda” FdCA Palermo

ULTIMO SALUTO A FRANCO SALOMONE


Giovedì 27 marzo a Savona si sono svolti i funerali del nostro compagno Franco Salomone.

Tanti i lavoratori, i compagni e le compagne presenti all'ultimo saluto per Franco:

colleghi e compagni di lotta e di sindacato, vecchi compagni comunisti libertari della Liguria e dalla Lombardia, compagni del WSM irlandese attualmente in Italia, il circolo FAI di Savona, l'USI di Savona, i compagni di Lotta Comunista e ovviamente le bandiere e i militanti della FdCA.


Un corteo funebre commosso e compatto di circa una ottantina di persone ha attraversato le strade di Savona, con una sosta davanti alla sede della Camera del Lavoro, salutato dalla bandiera a mezza asta della CGIL.

Hanno pronunciato discorsi in memoria di Franco, Pippo Giudice, segretario della CGIL savonese negli anni '70, Beppe Oldani per la Segreteria Nazionale della FdCA e Virgilio Caletti, comunista anarchico cremonese.

Ne è emersa la figura di Franco Salomone quale "sindacalista e rivoluzionario, pragmatico, alieno da qualsivoglia forma di lotta ideologizzata e da qualunque avventurismo sindacale e fautore di battaglie per obiettivi, anche difficili, ma raggiungibili", quale "militante internazionalista ed antifascista", "figura di riferimento e di crescita politica per tanti compagni".

Ne sono state ricordate le battaglia in difesa dei diritti dei lavoratori, della sanità pubblica, per lo sviluppo dell'anarchismo organizzato di classe.

La salma di Franco è stata cremata nel cimitero di Savona e le sue ceneri sono state tumulate nella tomba di famiglia.

Gli organi di stampa locali (Il Secolo XIX e La Stampa) hanno diffusamente ricordato la figura di Franco Salomone, anche grazie ai comunicati stampa della CGIL di Savona e della FdCA.

La Federazione dei Comunisti Anarchici ringrazia tutti i compagni intervenuti, ma soprattutto chi negli ultimi anni (Pina, Marta, Fulmen e Christian) ha assistito da vicino con affetto e dedizione il compagno Franco.

Hanno inviato messaggi di cordoglio diversi compagni da Molfetta, Bisceglie, Bari, Lucca, Asti e Cremona a cui va il nostro ringraziamento.


Segreteria NazionaleFEDERAZIONE dei COMUNISTI ANARCHICI

30 marzo 2008

AL COMPAGNO FRANCO SALOMONE

Franco Salomone, militante della Federazione dei Comunisti Anarchici si è spento dopo anni di dolorosa malattia il 24 marzo a Savona.; con lui scompare un compagno che ha dato un grande contributo al comunismo anarchico e alla lotta di classe.
Impegnato fin da giovanissimo nelle strutture dell'anarchismo ligure, scelse da subito la linea comunista e classista e si impegnò quindi per decenni nella doppia battaglia, quella dell'impegno sul territorio, nelle lotte dei lavoratori, e in contemporanea nella ricostruzione di un anarchismo che a partire dagli anni '50 aveva perso la bussola dei principi comunisti anarchici, annullati in un anarchismo umanista e spesso “di ispirazione borghese” come aveva già denunciato Luigi Fabbri decenni precedenti.
Franco, con altri compagni, molti dei quali liguri, collaborò non poco alla rimessa in piedi di quell'anarchismo di classe che vide poi dagli anni Settanta una fioritura senza pari, sia come strutture organizzative che come impegno nelle lotte politiche e sindacali.
Impegnato per lungo tempo in un lavoro politico transfrontaliero, si divise a lungo fra Francia e Italia, riportando all'anarchismo importanti riflessioni che si elaboravano in Francia fra la fine degli anni sessanta e gli anni settanta.
Agli inizi degli anni settanta fu l'animatore della rifondazione dell'anarchismo di classe, con i Congressi dei Lavoratori Anarchici, che formarono molti militanti della sinistra antiautoritaria e in contemporanea la rinascita di federazioni di tendenza che allora si definiva comunista libertaria, in somiglianza con quanto avveniva in Francia.
Impegnato, come era già avvenuto con militanti come Marzocchi e molti altri, nella CGIL, passò poi negli anni ottanta all'impegno diretto come sindacalista del settore della Sanità. Non a caso oggi la .CGIL di Savona lo ricorda come anarchico, ma anche: “Franco Salomone è stato anche storico dirigente della CGIL di Savona per la quale è stato per anni responsabile della Sanità e dal 1997 al 2003 Segretario Generale della Funzione Pubblica. Tutta la CGIL di Savona ricorda con affetto Franco e ne piange la scomparsa”.
Dal 2003 riprese anche la militanza attiva, entrando nella Federazione dei Comunisti Anarchici; i compagni della FdCA, nel ricordarlo con stima e affetto, si impegnano a lavorare per la realizzazione degli ideali che con Franco ha condiviso per decenni.



Le compagne e i compagni dell'FdCA lo ricordano con affetto.


comunicato CGIL Savona

LA CGIL DI SAVONA RICORDA FRANCO SALOMONE

Ieri, dopo una lunga malattia, si è spento nella sua abitazione di Savona
Franco Salomone.

Salomone aveva 60 anni ed è stato uno storico militante dell’anarchismo italiano avendo fatto parte fin dalla metà degli anni 60 di diverse organizzazioni comuniste libertarie in Liguria a fianco di personaggi come Umberto Marzocchi ed avendo sempre avuto un rapporto organico con le organizzazioni francesi.

Nel 2003 ha aderito alla Federazione dei Comunisti Anarchici.

Franco Salomone è stato anche storico dirigente della CGIL di Savona per la quale è stato per anni responsabile della Sanità e dal 1997 al 2003Segretario Generale della Funzione Pubblica.

Tutta la CGIL di Savona ricorda con affetto Franco e ne piange la scomparsa.

La CGIL di Savona

25 marzo 2008

AL COMPAGNO CESARE TITTARELLI

La Federazione dei Comunisti Anarchici dà un ultimo addolorato omaggio al compagno Cesare Tittarelli di Jesi che la sera del 21 marzo all'età di 66 anni ha ceduto ad un male implacabile.



Desideriamo ricordare Cesare come attivista sindacale, rivoluzionario e comunista anarchico protagonista di quella stagione di lotta tra anni '60 ed anni '70 in cui la militanza sindacale nelle lotte operaie andava di pari passo con l'impegno per la rinascita dell'anarchismo di classe in Italia e per la costruzione di una organizzazione politica nazionale in grado di riportare l'anarchismo al centro delle lotte sociali e sindacali.

Gli anni della sua militanza nella Organizzazione Anarchica Marchigiana, in quei primi anni '70 in cui nel paese fiorivano le giovani organizzazioni comuniste libertarie che riscoprivano la "Piattaforma" del 1926 e si inserivano su base regionale nello scontro di classe dell'epoca, sono gli anni in cui Cesare matura quella esperienza e quella sua speciale e rara capacità di saper leggere sagacemente nel conflitto sociale le espressioni di autonomia dei lavoratori organizzati ed individuare, quindi, il ruolo politico dell'organizzazione dei comunisti libertari.

Di questa sua grande dote, della sua generosità, della sua esperienza si sono giovati tutti i compagni e tutte le iniziative a cui ha preso parte fino a che ha potuto.

Così lo ricordiamo, così ci mancherà. Ciao Cesare!


Segreteria Nazionale - FdCA
(una delegazione della FdCA parteciperà ai funerali previsti per mercoledì 26 marzoalle ore 16 presso il cimitero di Santa Maria Nuova di Jesi)